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6 giugno 2014 5 06 /06 /giugno /2014 06:17

Quirina e dell'incontro con la signora Talpa nell'Orto di Montagna(Maurizio Crispi) Storia di Quirina, di una Talpa e di un Orto di Montagna di Ernesto Ferrero (Einaudi, 2014), impreziosito dalle belle illustrazioni di  Paola Mastrocola (anch'essa scritrice e in più disegnatrice per passione) è una storia davvero deliziosa.

Mi piacciono i libri con un contenuto simil-fiabesco declinati in chiave allegorica o metaforica e che, per questo, divertendo, hanno qualcosa da insegnare, specie quando sono illustrati, con illustrazioni - per così dire - "d'autore".
In questo caso, dalla combinazione di testo scritto e delle illustrazioni nasce una piccola storia: quella di un incontro che - come tutti gli eventi fortuiti e non preordinati - scombussola un ordine predefinito e un po' asettico, dove tutto segue un suo corso e che finisce con il rappresentare il Novum. Nella vita quieta della signora Quirina irrompe il disordine: l'equilibrio e l'armonia sono spezzati dall'avvento di un personaggio scomodo e fastidioso (almeno all'inizio).
Il disordine, d'altra parte, il Caos sono vitalizzanti e rigeneranti e ogni tanto ce ne vuole una piccola iniezione, specie se questodisordine crea un interesse, occupazione e riesce dare denso e direzione ad una vita che nella quotidiana ripetizione di gesti consuetudinari si è andata spegnendo.
Dopo avere combatutto vanamente disordine e caos, ci rendiamo conto che non possiamo vivere senza di loro e che la nostra vita ne è arricchita.
E' uno di quei libri che dopo averli letti, fanno venire il desiderio di regalarli a qualcun altro che si conosce.
Ed è un libro che si legge in poche ore soltanto.

(Dal risguardo di copertina) Chi è il nemico invisibile che vive in un mondo speculare al nostro e devasta l'orto di Quirina? Un'anziana signora, chiamata a combattere una guerra fatta di spicchi d'aglio, trappole ingegnose e gatti nevrotici, scopre qualcosa cui non aveva mai pensato. Un apologo sorridente che intreccia con una leggiadria speciale le parole di Ernesto Ferrero e le illustrazioni di Paola Mastrocola.
Quirina è un'anziana signora che vive in orgogliosa solitudine in un piccolo paese delle Alpi, dove accudisce un orto-giardino che è tutta la sua gioia, uno spazio armonioso che vuole opporsi all'insensato disordine del mondo. Finché una mattina di maggio fa una scoperta che la sconvolge: il prato è sconciato da serie di monticelli di terra che rivelano la presenza di una talpa. Comincia una guerra senza quartiere, in cui vecchi rimedi e credenze popolari si alternano con le nuove tecnologie, in un crescendo che troverà una conclusione inaspettata. L'intrusa scatena interrogativi e inquietudini, evoca memorie che sembravano perdute. Quirina arriva a scoprire con sorpresa che del «bravo minatore» hanno parlato in toni ammirati anche Shakespeare e Primo Levi... Abbandonando i territori prediletti del romanzo storico, Ernesto Ferrero ha scritto una favola lieve e profonda. La accompagnano i poetici disegni di un'inedita Paola Mastrocola, che agli animali ha dedicato tante indimenticabili storie.
«Questo doveva fare: ripercorrere le sue gallerie sotterranee, prefigurare le sue mete, addirittura il punto in cui si sarebbe decisa ad emergere in superficie, come un sottomarino in debito d'ossigeno».

 

Seguendo il link si può leggere un estratto delle prime pagine.
 

 

 

Gli Autori. Ernesto Ferrero, torinese, ha lavorato a lungo nell'editoria, e dal 1998 è direttore del Salone internazionale del libro di Torino. Tra i suoi libri, i romanzi N. (Premio Strega 2000), L'anno dell'Indiano, La misteriosa storia del papiro di Artemidoro, Disegnare il vento. L'ultimo viaggio del capitano Salgari (Premio Selezione Campiello 2011), Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna (illustrato da Paola Mastrocola) e una biografia di Barbablú, tutti presso Einaudi; il libro di memorie einaudiane I migliori anni della nostra vita (Feltrinelli, 2005), Lezioni napoleoniche (Mondadori, 2002 e 2014) e Primo Levi. La vita, le opere (Einaudi, 2007). Traduttore di Flaubert, Céline e Perec, scrive su «La Stampa» e sui maggiori quotidiani italiani.
Paola Mastrocola ha esordito con il romanzo La gallina volante (Guanda 2000), vincitore del Premio Calvino. Finalista al Premio Strega nel 2001 con Palline di pane e vincitrice del Premio Campiello nel 2004 con Una barca nel bosco, ha poi pubblicato, tra gli altri, La scuola raccontata al mio cane (2004), Che animale sei? (2005), Più lontana della luna (2007), La felicità del galleggiante (2010), Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare (2011). Non so niente di te è il suo ultimo romanzo, il primo pubblicato per Einaudi (2013).

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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