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7 luglio 2011 4 07 /07 /luglio /2011 08:54

DSC04367.JPG(Salvatore Crispi) A Palazzo delle Aquile, storica sede del Muncipio di Palermo, si è svolto il 28 giugno 2011 un convegno sulle tematiche dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità (Per un futuro ai disabili. Inserimento al lavoro e promozione della loro esperienza lavorativa), promosso tra gli altri dall'Associazione "Cantiere delle Idee".

A contorno del confronto di idee tra i partecipanti con il conforto degli importanti interventi di Gioacchino Lavanco (Università di Palermo) e di Maria Piccione, sono stati esposti al pubblico numerosi disegni e manufatti in ceramica e altri materiali, realizzati da persone con disabilità di cui si occupa l'Associazione "Cantiere delle Idee”, di cui è presidente Giusi Loredana Lonero (anche lei intervenuta con una sua breve relazione).

Paesaggi bucolici, con vivaci cromatismi, prati verdi, ambienti di vita, soggetti umani stilizzati raffiguranti nuclei familiari o gruppi di amici con i quali si è in sintonia o con i quali si vuole sviluppare un rapporto particolarmente affettuoso sono gli elementi che caratterizzano i lavori esposti in occasione di questo evento.

Certamente, gli oggetti esposti non raggiungono vette di eminenza artistica  rimangono espressione di un artigianato in embrione sapientemente guidato, tanto più pregevole se si considera che gli artigiani sono soggetti disabili. Nè tanto meno è possibile riscontrare l'afflato della grande opera pittorica, ma cionondimeno si tratta di quadretti che parlano direttamente al cuore, con toni un po' naif e sostanzialmente genuini.

L'alestimento espositivo è stato un importante tassello del percorso di vita di questi soggetti disabili, di età diverse e portatori di patologie diverse, ede anche un riconoscimento dell'importanza dell'attività creativa che sono stati chiamati a svolgere.

Infatti, gli autori di queste opere sono portatori di disabilità psichiche (come, ad esempio, disturbi intellettivi e relazionali, oppure Sindrome di Down, Autismo) oppure sono affetti da malattie rare che, molto spesso, oltre a dismorfismi e a disabilità fisiche, includono anche quadri mutevoli e poliformi di disabilità psichiche.

Il valore delle opere esposte è dunque, proprio per questi motivi, incommensurabile rispetto ad altre che potrebbero essere partorite da una rassicurante "normalità", anche per il potenziale espressivo che veicolano e che rendono visivamente comprensibile.

La tensione alla "liberazione", per avvicinarsi ad una possibile "normalità", che queste persone esprimono nei loro manufatti (disegni e oggettistica varia) è l'esempio emblematico di come l'espressione pittorica e la manipolazione creativa di materiali diversi possa esaltare potenzialità espressive e di vita, che spesso proprio a causa della disabilità e del dover vivere in ambienti relazionali non facilitanti rimangono  mortificate ed in ombra (o comunque non ricevono alcuno stimolo efficace ad un loro sviluppo) o non vengono recepite a causa di diversa allocazione dei portatori di disabilità in un differente ritmo spazio-temporale che è certamente diverso e non sovrapponibile - purtroppo - rispetto a quello in cui vivono immersi i cosiddetti "normodotati".

In ogni caso, le produzioni "artistiche" di questi soggetti con disabilità gravi e complesse che toccano la sfera psico-motoria ed espressiva-relazionale hanno il valore profondo di strumento di comunicazione e di apertura verso il mondo nella sua globalità, con l'arricchimento di messaggi subconsci (ed interpretabili) come del resto sono le manifestazioni creative (disegni e quant'altro) prodotte dalla fascia della popolazione infantile cosiddetta "normodotata".

Quando ci si muove nell'area complessa delle disabilità, anche per questi motivi, assume un particolare valore la possibilità che i soggetti riconducibili a questo "campo" abbiano piene opportunità di usufruire del patrimonio artistico, culturale e monumentale di cui è ricca la città o il contesto in cui vivono.

Facilitare l'accesso ai disabili a tutti i luoghi in cui vi siano espressioni del patrimonio artistico e culturale del loro contesto significa contribuire alla crescita della loro sensibilità: è di conseguenza importante che tutti i siti museali e culturali vengano attrezzati con percorsi "agevolati", eliminando per quanto è possibile le cosiddette barriere architettoniche, ma soprattutto le barriere sociali e culturali che scaturiscono dal fatto che si tende a considerare il disabile una persona diversa eventualmente da "integrare", lasciando immutati vertici di osservazione e modi di operare: di fatto impendendo al disabile di essere "normalizzato", di essere incluso in altri termini nel tessuto relazionale e sociale in quanto persona "normale" con capacità diverse e diverse modalità espressive.

Le condizioni di vita di ogni soggetto con disabilità, più o meno grave, più o meno difficile, sono certamente esaltate dalla possibilità di potere usufruire di momenti di svago o di rilassatezza, che possono scaturire o dall'avere agio di partecipare ad attività creative in cui il giudizio su ciò che viene prodotto non è appannato dagli "occhialacci" di legno della "normalità" oppure dalla possibilità di confrontarsi con le manifestazioni artistiche da altri espresse nel corso della storia (nelle opere d'arte e in quelle architettonico-monumentali).

Infatti, la persona disabile, attraverso l'esposizione ai valori della cultura e dell'arte, il disabile può affrontare meglio le difficili condizioni in cui si trova e può guardare con occhio più distaccato, ma sempre vigile e attento, le vicende sanitarie e scolastiche che , a volte, ben più del loro handicap (fisico o psichico che sia) portano, assieme ai loro familiari ad un'emarginazione e a modalità di vita di scarsa qualità.

 

Salvatore Crispi, Responsabile del Coordinamento H Onlus

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Published by Salvatore Crispi - in Società
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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