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13 dicembre 2020 7 13 /12 /dicembre /2020 13:54
Taccheggio (foto tratta dal web)

Ci sono dei negozi dove quando, appena entri, hai la netta sensazione di essere un ospite sgradito, oppure - chiunque tu sia - di essere considerato un potenziale ladro.
Ci sono posti nei quali il commesso ti si appiccica addosso, tanto da sentirne il fiato sul collo,  per spiare qualsiasi tua mossa sospetta, come intascare un libro o farsi scivolare nelle pieghe del vestito o nella borsa un giocattolino, un cosmetico, una boccetta di dopobarba e quant'altro.
Trovo questi posti insopportabili e li cancello immediatamente dalla mia lista delle preferenze.
E' vero che il taccheggio è una realtà indiscutibile: non bisogna peccare di buonismo, dicendo che non c'è.
Ma è anche vero che si tratta di un'attività più frequente nei grandi magazzini e nei centri commerciali, piuttosto che nei piccoli negozi a gestione familiare o quasi.
Nei posti di quel tipo, d'altra parte, vengono messi in opera accurati sistemi di sorveglianza, il più delle volte, con guardie addette alla sicurezza discretamente vestite in borghese, oltre ai sistemi di videosorveglianza.
Nei piccoli negozi che detesto, invece, proprio in quelli dove uno si aspetterebbe un'accoglienza calorosa, vengono messe in opera azioni rozze e villane, partendo dal presupposto fallace che ogni cliente  sia anche un potenziale ladro e che quindi debba essere trattato da sorvegliato speciale.
E così sicuramente, in un civile consesso, non va; c'è qualcosa di sbagliato e di patologico in un atteggiamento che è anche un vero e proprio orientamento paranoico nei confronti della realtà.
Qui, l'avventore viene letteralmente perseguitato e si rimane letteralmente basiti, quando si scopre che l'esercizio commerciale in questione è anche fornito di un ridondante sistema di videosorveglianza.
Ma, tant'è, dal punto di vista dei gestori, evidentemente, la sicurezza non è mai troppa.
Se uno cerca di difendere la propria dignità vilipesa, opponendosi alla vessatoria richiesta, ne discendono le intimidazioni e le offese, fioccano gli inviti (rozzi il più delle volte) a lasciare alla cassa borse, sporte, involucri, zaini e quant'altro.
"Queste sono le nostre regole", dicono, "Se non le piacciono, se ne vada altrove".
Un libero ed onesto cittadino si sente allora offeso da questo atteggiamento.
Replica, si incazza, si infuria. Ma niente, quelli sono irremovibili e arrivano addirittura ad affermare che il loro cliente (ora nei panni di antagonista) li stia offendendo.
Mondo matto, davvero!
All'avventore, qualora non abbia altre alternative) non resta da fare altro che calare la testa, accettando la regola implacabile della casa, oppure andarsene.
Se accetta, alla fine delle sue operazioni di scelta degli articoli e di acquisto, potrà richiedere indietro i suoi beni e tutto ciò che in quanto "contenitore" idoneo ad accogliere la refurtiva lo bollava come potenziale ladro. E, nelriavere indietro le proprie cose, il vessato cliente potrebbe accuratamente(e platealmente) ispezionare le proprie borse e sacchetti per verificare che non manchi proprio nulla, giusto per rendere pan per focaccia (magra consolazione davvero!).
Credo che la perdita di fiducia nei confronti del nostro prossimo sia, in definitiva, una grande ed irrimediabile sconfitta

 

Nello scrivere questa nota, mi sono ispirato ad un'esperienza realmente vissuta, in un negozio di articoli per la casa, di cui non farò il nome, ma dove non ritornerò per certo mai più.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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