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14 agosto 2019 3 14 /08 /agosto /2019 07:54

«Io ho un nome molto strano, mi chiamo Vercingetorige, perché a papà quando sono nato è saltato il ghiribizzo, come dice la mamma. Però tutti mi chiamano Torè. Dal giorno dello scompiglio, comunque, ho capito che non ci sono nomi strani, ci sono nomi e basta. Infatti, anche se qua a Linosa molti si chiamano Giuseppe, Franco, Salvatore, Maria e questi nomi qua, da altre parti non è così. Infatti è impossibile che anche al papà di Ahmed e Fatima e di tutti gli altri sia saltato il ghiribizzo. Il papà di Ahmed e Fatima lavora a Londra, e loro hanno fatto questo lungo viaggio per raggiungerlo. Meno male che mio padre fa solo piccoli viaggi in mare per pescare e non va mai via da Linosa! A scuola io non sono per niente un tipo tranquillo 8p. 13)

Dario Flaccoviosito web

Valentina Gebbia, Metà bianchi Metà neri, Dario Flaccovio Editore, 2019

Valentina Gebbia ci offre nelle pagine di Metà bianchi Metà neri, Dario Flaccovio Editore, 2019, attraverso le note diaristico di un bambino isolano, una storia di migrante. In quattrocento vengono salvati da un barcone che si è arenato sulla costa di Linosa e le genti dell'isola (i residenti sono meno di 400) sono mobilitati per occuparsi di loro, in attesa che l'isola sia di di nuovo raggiungibile, poiché nel frattempo le condizioni meteo sono peggiorate.
Con la popolazione locale, accogliente e provvida, si stringono subitolegami di amicizia e di solidarietà: Torè, il giovane protagonista, è portato a vedere più le somiglianze che le differenze.
E vorrebbe anche che questo gruppo di migranti rimanesse per sempre nell'isola assieme a loro.
La dura e crudele realtà si imporrà, con il ristabilirsi del bel tempo, e Torè vedrà partire i suoi nuovi amici con un peso nel cuore e un senso di incolmabile nostalgia, ma a causa di questa esperienza porterà con sé - per sempre - un'importante lezione di vita.

E' una lettura da consigliare a tutti coloro che si recano in vacanza a Linosa, poiché le pagine di questo libricino sono dense di impareggiabili descrizioni dell'isola e delle abitudini dei suoi abitanti.
Ma è anche da consigliare a tutti coloro che vogliano trasmettere ai più piccini una lezione di tolleranza, di accettazione dell'altro e di civile convivenza tra i popoli.
E' anche un libro che rappresenta una bella semplificazione della formula esortativa "Restiamo umani" che viene più volte ripetuta o addirittura esposta su lenzuola appese fuori dai balconi e alle finestre: un appello alle regole fondamentali dell'accoglienza e del vivere civile contro le esternazioni di Salvini "pifferaio della paura".

(Soglie del testo) Metà bianchi metà neri è il racconto delicato del fenomeno migratorio e del suo portato umano e sentimentale.
Attraverso gli occhi del piccolo Torè viene raccontato l’arrivo di quattrocento migranti sull’isola di Linosa.
Qui, nello spazio ristretto di una comunità accogliente e disponibile nei confronti del prossimo, nascono sentimenti e legami inaspettati.
La storia è scandita attraverso le pagine di un diario in cui il bambino registra quanto accade intorno a lui, a partire dall’amicizia con un coetaneo appena sbarcato.
Sviluppo del racconto ed epilogo convergono nel disegnare i tratti di un’umanità capace di superare ogni barriera etnica, linguistica e sociale.

L'Autore. Valentina Gebbia, scrittrice, regista, attrice e giornalista, è laureata in Giurisprudenza e abilitata alla professione di Awocato. Ha pubblicato parecchi romanzi premiati dal pubblico e dalla critica, come la serie di gialli della sgangherata famiglia "Mangiaracina Investigazioni", e vari racconti in antologie. Ha diretto corti e documentari, e il lungometraggio "Erba Celeste", tratto da uno dei suoi libri. Per queste Edizioni ha pubblicato il racconto "Rekhale" e il romanzo "Fuoco grande, il mistero degli incendi di Caronia", ospitato in vari convegni e trasmissioni televisive.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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