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25 maggio 2019 6 25 /05 /maggio /2019 12:17
Carlo Lucarelli, Navi a perdere, Einaudi Stile Libero Big 2019

Navi a perdere (Einaudi, Collana Stile Libero Big, 2019)  è un racconto-inchiesta di Carlo Lucarelli sulle cosiddette "Navi dei Veleni", navi che scompaiono all'improvviso o che affondano con tutto il loro carico e di navi che, accindentalmete sfuggono all'affondamento e si spiaggiano, rivelando la vera natura di ciò che trasportano. E allora l'affondamento o il tentativo di affondamento assume tutto un altro significato, specie se investigatori intraprendenti e tenaci, uomini che cercano la Verità, si mettono a fare dei collegamenti con altri affondamenti..
Si potrà osservare, guardando tra le soglie del testo che il copyright di Lucarelli è del 2008. Evidentemente, Il racconto-inchiesta, prima di essere trasformato in volume, è stato una sua inchiesta televisiva. In effetti, con il titolo "Navi a perdere - Il mare dei veleni", fu anche oggetto di una trasmissione del programma "Blu Notte", nel 2011.
Il racconto scritto nel classico stile "parlato" di Lucarelli (quello delle inchieste nei palinsesti televisivi) si segue con straordinario interesse, mentre l'autore ci conduce per mano nei meandri della corruzione e del sistema degli affari illeciti che ruota attorno allo smaltimento dei rifiuti tossici, offrendoci un riassunto documentatissimo sulle inchieste che si sono sviluppate a partire dal caso clamoroso della Jolly Rosso che, per errore di calcolo, sfuggì all'affondamento doloso e si spiaggiò, rivelando la natura del suo carico.
Si legge in un paio d'ore.
Avvincente.

(Soglie del testo) All'improvviso affondano, oppure finiscono spiaggiate. E a nessuno importa come e perché. Sono le «navi a perdere». Che cosa trasportano?
Cargo che si arenano su coste isolate e per avarie misteriose, container che spariscono, investigatori che muoiono per cause dubbie. Sono solo alcuni degli episodi su cui si concentra Carlo Lucarelli cercando di seguire il filo rosso di un commercio illegale e poco conosciuto. Il suo è un romanzo-inchiesta, avvincente come un giallo, che dagli anni Ottanta arriva fino a oggi. «L’idea è questa, che qualcuno prenda una nave, la carichi di robaccia piú o meno dichiarata (meglio meno), la porti a fare un giro in mare e poi simuli un naufragio. La nave cola a picco con tutto il suo carico piú o meno (ma sempre meglio meno) dichiarato, ed ecco fatto. Tra l’altro, a giocarsela bene, magari si intascano anche i soldi dell’assicurazione».

L'Autore. Carlo Lucarelli (Parma, 1960) è autore di romanzi, saggi e sceneggiature. Tra i suoi ultimi libri usciti per Einaudi Stile Libero, Albergo Italia (2014), Il tempo delle iene (2015), Intrigo italiano (2017) e Peccato mortale (2018). Questi ultimi due romanzi hanno segnato il ritorno sulla scena del commissario De Luca, già protagonista di una trilogia (pubblicata in origine da Sellerio e ora da Einaudi Stile Libero) che comprende Carta bianca, L'estate torbida e Via delle Oche. Sempre per Einaudi Stile Libero ha pubblicato il romanzo-inchiesta Navi a perdere (2018). Da molti anni conduce trasmissioni televisive in cui ripercorre celebri casi criminali esaminandone gli aspetti rimasti oscuri.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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