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14 aprile 2019 7 14 /04 /aprile /2019 18:05

Lettori - ossessivi, possessivi, ostinati, occasionali, distratti, sognatori - come tenete il segno?
Orecchietta o segnalibro?🤔
Rispondete al nostro sondaggio

Il Libraccio (Facebook Page)

segnalibri (fonte web)

Questo è l'interessante quesito - e non banale - che è stato posto in un "poll" (sondaggio) da Il Libraccio nella sua pagina Facebook.
Io, al quesito posto, ho risposto "segnalibro" (risposta che sino ad ora ha ottenuto l''80% dei consensi), anche se la semplice risposta "sì" o "no" non è di per sè esaustiva. E, pertanto, come molti altri che avevano aderito al sondaggio proposto, ho ritenuto opportuno aggiungere un mio commento che desse conto di alcune delle sfaccettature contenute, nel mio personale rapporto con i libri, tra i due corni del dilemma.
Ho condiviso nel mio profilo facebook il poll, invitando tutti i lettori a provare a dare una risposta, aggiungendo eventuali commenti esplicativi, come del resto mi sono sentito di fare io stesso, consapevole del fatto che ciascuna alternativa apre la stada ad infinite vartiazioni narrative relativamente al rapporto che ogni lettore intrattiene con i libri che si trova a leggere e allo story  telling che ne scaturisce.

Questo il mio commento al dibattito che si è attivato tra i partecipanti al sondaggio (riveduto e corretto, ma anche con qualche piccola - necessaria - aggiunta):

Segnalibro, anche se qualche volta il ricorso all'"orecchietta" si rende necessario (pur trattandosi di soluzione a breve termine).
A proposito di segnalibri, qualche volta me li creo da me, incollando delle piume trovate per strada su di un cartoncino bianco oppure su di un preesistente segnalibro e poi plastificando il tutto. Si possono utilizzare ovviamente anche fogli di carta ripiegati, cartoline, biglietti da visita, bastoncini del gelato). La fantasia nell'uso del segnalibro è di prammatica, anche se conviene avere sempre sottomano sempre un'ampia scorta di segnalibri pubblicitari di altri libri che a volte non sono triviali.
Di rigore, il segnalibro va lasciato dentro il libro finito di leggere, mai riciclato per una differente lettura. Quindi i segnalibri a disposizione devono essere necessariamente numerosi.
Personalmente, non ho alcuna remora a "macchiare" i libri. Scrivo sempre sui libri che leggo: per me non è sciuparli, ma personalizzarli. Di prammatica annotare la data di inizio e di fine dellla lettura (cosa che ad un approccio successivo mi consente di circostanziare quella prima volta, dandomi dei riferimenti per ricordarmi "come ero" e illuminarmi sulla prima chiave di lettura). Si sa che, lo stesso libro può essere letto in modo diverso nelle diverse età della vita.
A volte, i miei libri sono segnati da macchie di caffè o dalla caduta di gocce di marmellata o miele. dipende da cosa facevo mentre li leggevo.
Anche questi segni fanno parte della storia dei libri che si sono letti.
Leggere un libro significa farlo proprio, possederlo, farne un'estensione della propria mente.

Un esempio di orecchietta al libro che si legge

Vorrei ricordare qui che mettere le "orecchiette" ai libri che si leggono, come quella di sottolineare o di scrivere a margine, oppure quella di utilizzare le pagine bianche alla fine del volume per annotare pensieri che con il contenuto di quel libro non c'entrano niente, o quasi, come anche quella di incollare su alcune pagine delle decalmanie, per non parlare di quella consuetudine ben più antica di applicare a ciascun volume della propria biblioteca un ex libris personalizzato, sono considerate da taluni abitudini deplorevoli, o comunque controverse.
Ma fatto sta che ciascuno, con i propri libri, debba avere un rapporto assolutamente personale ed unico.
Io vedo maggiormente aderente con le mie attitudini di lettore il bisogno di personalizzazione di ogni libro, in ogni modo possibile ed immaginabile: ma questa mia tendenza ha preso piede e si è sviluppata nel corso degli anni. Nei miei primi anni di lettore "adulto" prevaleva il bisogno di mantenere ciascun libro il più possibile intonso. Il cambiamento è sopravvenuto più avanti forse in relazione al bisogno di costruire con ciascun libro un rapporto dialogico e di interazione, lasciando traccia di questa dialettica nel caso di una sua riapertura nel corso del tempo.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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