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3 gennaio 2019 4 03 /01 /gennaio /2019 10:12

Il povero gatto, morto sin dal 22 dicembre 2018, ancora giace senza pace e senza sepoltura: siamo al 6 gennaio 2019, e il servizio competente non si è ancora attivato per la sua rimozione, malgrado le numerose segnalazioni da parte dei cittadini residenti e persino da parte dei Vigili Urbani.
Forse quelli dell'azienda preposta aspettano che quel cadaverino sia totalmente mummificato o, meglio ancora, trasformato in polvere, così potranno recitare, quando interverranno troppo tardivamente, parole di requiem: "Polvere alla polvere...".

Aggiornamento sul mio profilo FB del 7 gennaio

Foto di Maurizio Crispi

Occhio che non vede, cuore che non duole.
In questo casa è l'occhio del Sindaco di Palermo, a non vedere il corpicino di un gatto ucciso per strada già da prima di Natale e lasciato lì, per strada, malgrado le numerose segnalazioni da parte dei cittadini residenti.
La RAP di Palermo (RAP S.p.A. – Risorse Ambiente Palermo) si disinteressa: il povero gatto è lì su quel marciapiede almeno dal 22 dicembre 2018. Anzi, prima era sotto il bordo di quel marciapiedi, parzialmente nascosto da un auto posteggiasta: qualche anima gentile si è premurata di issare il corpicino senza vita sul marciapiedi per evitare che venisse scempiato dalle ruote delle auto in manovra alla ricercha di parcheggio.
Siamo in via Lombardia, una delle vie di una delle residenziali della Palermo chic. A solo pochi metri di distanza c'è l'abitazione del Sindaco di Palermo che si vanta di essere alla guida di una città europea, capitale della cultura e dell'accoglienza, oltre che della solidarietà verso i migranti.
Eppure a meno di trenta metri, proprio al di là della strada e del numero civico in cui è domiciliato, c'è quel corpicino morto che ristagna, sempre più spelacchiato e grigio, mentre all'inizio aveva una folta pellicciotta bianconera.
Sono delle piccole note stonate, queste.
E i Vigili urbani che stazionano davanti alla casa del Primo cittadino non mi vengano a dire che loro hanno assolto il loro compito chiamando la linea telefonica dedicata della RAP, per segnalare il caso e chiedendo una pronta rimozione.
E che pertanto la responsabilità della non-rimozione è di quell'ufficio.
Il solito scaricabarile di competenze e di responsabilità, insomma.
Dicono che, a cavallo del passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, la RAP sia in agitazione e che non garantisce più i minimi servizi indispensabili: verissimo, a giudicare dei cumuli di monniezza che si stanno accumulando ogniddove, con buona pace della rsaccolta differenziata.
Il fatto è che, come ho già detto altrove, è che quando tutto è burocratizzato e le competenze sono distribuite in maniera rigida a singoli enti pubblici o privati, il cittadino qualunque viene privato della possibilità di attivarsi autonomamente per risolvere i piccoli problemi oltraggiosi della quotidianità.
In questo caso, si è privati dunque della possibilità di attivarsi personalmente, per rimuovere questo animale morto dal luogo in cui giace, armandosi di pala, sacco della spazzatura e - ovviamente - guanti protettivi. Se un cittadino facesse questa lodevole azione (io ci ho pensato, sì, di attivarmi in prima persona) dove dovrebbe poi portare il cadaverino? Non rischierebbe forse di essere ripreso per aver compiuto un'azione illecita e che non gli compete, poichè esiste un'Azienda addetta a tale bisogna? E se, ad esempio, lo portasse in campagna per seppellirlo nella terra o sotto le pietre non rischierebbe forse di essere sanzionato per inquinamento ambientale?
Ma per tornare al punto, S
ono appunto queste le cose, apparentemente piccole omissioni e negligenze, a non farci onore e e ad offuscare tutti gli sforzi di rendere Palermo una città migliore e i riconoscimenti che la nostra città riceve, come testimonia il bellissimo e documentato articolo uscito su L?Espresso, nell'ultimo numero dell'anno.

Oggi, 4 gennaio 2019, il gatto è ancora lì.

Foto di Maurizio Crispi

5 gennaio 2019

Il gatto continua a giacere sul marciapiedi sempre più spelacchiato e tristanzuolo

Foto di Maurizio Crispi. Il gatto morto di Via Lombardia (5 gennaio 2019)

Al 7 gennaio 2019, la situazione è scandolasamente immutata.
E, alla fine, ...tra il l'8 e il 9 gennaio il corpicino è stato finalmente rimosso e il marciapiedi è ritornato libero da quell'inquitante e triste presenza...

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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