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4 novembre 2018 7 04 /11 /novembre /2018 08:24
Rachel Carson, Primavera silenziosa (Silent Sspring), Feltrinelli

C'è un mercatino bio vicino a casa mia. Ogni sabato mattina.
Sin dall'inizio e per tutta la mattina c'è un flusso continuo di persone che vanno a fare la spesa.
Sono felici quando arrivano, festosi quasi, e sono felici quando vanno via, con un'epsressione di soddisfazione dipinta in volto.
Hanno la certezza di avere acquistato roba genuina.

Ma sarà poi vero? Io non so, personalmente.
So per certo tuttavia che il mondo non può essere diviso a comparti.
Se un agente inquinante è diffuso nell'ambiente, può arrivare molto lontano dal punto di immissione sia attraverso l'aria, sia con l'acqua, sia per mezzo di una serie di altri vettori che entrano a far parte della piramide alimentare degli esseri viventi.
Lo ha detto questo Rachel Carson nel suo "Primavera Silenziosa" (Silent Spring), opera di tutta una sua vita e presto divenuto un libro di culto considerato un vero e proprio manifesto seminale dell'ambientalismo.
Chi coltiva prodotti bio non può isolarsi con le paratie stagne dal resto di un mondo inquinato e quindi...
Rimane tuttavia il fatto che coloro che comprano e acquistano prodotti bio sono animati da una fede incrollabile che il sogno di un mondo incontaminato sia realizzabile ancora oggi.
E vanno avanti convinti che prodotti che incarnano la purezza edenica originaria siano tutt'ora accessibili.
E' per questo che sono felici quando comprano e mangiano prodotti bio.
La loro è una credenza, una fede, una religione.
Buon per loro, perchè così riescono ad essere felici.
Ma è una felicità, la loro, che si alimenta grazie ad un'illusione. Ciò nondimeno, è felicità: e la ricerca della felicità, anche al prezzo del vivere con delle illusioni, va rispettata.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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