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18 settembre 2018 2 18 /09 /settembre /2018 18:42
Frederik Backman, L'uomo che metteva in ordine il mondo, Mondadori, 2014

Lo svedese Fredrik Backman, giornalista, scrittore e blogger, ha dato vita nel suo blog al signor Ove, uomo comune e di saldi principi, burbero e testardo come non mai, di poche ed essenziali parole, e senza saperlo egli stesso dal cuore grande e capace di dare a tutti grandi lezioni di vita, fondate sulla semplicità e sugli affetti, anche se lui è il primo a non poter parlare esplicitare la lingua degli affetti.
Questo personaggio ha avuto, attraverso il blog, un successo così strepitoso che l'autore ha deciso di farlo vivere in un romanzo a lui dedicato: è nato così nel 2012 En man som heter Ove che nel 2014 è stato pubblicato in edizione italiana, con il titolo L'uomo che metteva in ordine il mondo (Mondadori, Collana Scrittori Italiani e Stranieri, nella traduzione di Anna Airoldi).
Capitolo dopo capitolo leggiamo le avventure "condominiali" del sig. Ove, in un conglomerato di villette in una qualche periferia svedese, di cui lui si sente nume e custode. Ha un sogno segreto: che è quello di ricongiungersi con l'adorata moglie Sonja, morta prematuramente.

Ma i suoi progetti sono destinati a fallire, benchè studiati minuziosamente con quella meticolosità pratica di cui lui è campione. Tra un tentativo e l'altro, infatti, Ove è distolto dal fatto che c'è gente che entra, suo malgrado, nella sua vita di solitudine, perchè ha bisogno di lui, a partire da un gatto spelacchiato che egli finisce per adottare e soprattutto con l'avvento decisamente catalizzante di una nuova famiglia nel condominio che è quella della vulcanica e vitalissima (nonchè vitalizzante) Parvaneh che - quasi imperiosamente, ma con garbo- riportà Ove alla vita.
Alla fine, per Ove sono troppe le cose di cui occuparsi per poter pensare seriamente ad ulteriori progetti di suicidio: e, soprattutto, c'è la necessità di condurre una battaglia all'ultimo respiro con l'ultimo rappresentante di "quelli con la camicia bianca" che si trova ad incrociare la sua via, con le sue prepotenze e le sue angherie.
La storia si dipana tra reminiscenze del passato nei capitoli che cominciano con il titolo "Un uomo che si chiamava Ove..." e del presente (nei capitoli titolati "Un uomo che si chiama Ove...").

Il libro - malgrado alcuni passaggi decisamente umoristici -  muove in maniera lieve i sentimenti del lettore: soprattutto perchè lo porta a riflettere su quale senso intendiamo imprimere alla nostra vita e cosa abbiaveramente significato nel collocare la propria esistenza tra l'estremo del rimanere abbarbicati alla propria sfera privata e quello dell'uscire allo scoperto nella dimensione sociale. E fornisc eanche una risposta consolatoria (ma profondamente vera) che si può essere ricordati (e quindi si può continuare a vivere anche dopo morti) soprattutto per le proprie opere, tanto più efficaci se producono degli effetti benefici senza che ci sia stata la volonta cosciente e consapevole di far del bene.E solo così si può lasciar traccia del proprio passaggio su questa terra.
Ove, apparentemente, rifiuta il sociale: nel sociale si presenta burbero ed irascibile, supponente nei confronti dell'altro. Ma siccome ha - senza saperlo - un grande cuore, egli è capace - sia pure nel suo modo ruvido - di prendersi a cuore i problemi e le difficoltà altrui, purchè gli altri si accollino di sopportare inialmente la sua ruvidezza di modi e le sue poche parole.
In fondo, Ove è a suo modo, senza saperlo, un maestro di vita che trasmette i suoi insegnamenti attraverso le cose pratiche che sa fare in maniera eccellente, come riparare le auto, sistemare l'impianto di riscaldamento, fare dei lavoretti in casa e, soprattutto, tenere in ordine il mondo: e in questo suo essere inconsapevole maestro gioca un ruolo di primo piano il suo dialogo inesauribile con la moglie Sonja che - pur non essendoci più fisicamente - continua ad essere per lui interlocutrice, ispiratrice e fonte di luce.

Da questo libro è stato tratto nel 2015 un film, con il titolo "A Man Called Ove" (per la regia di Hannes Holm Svezia) che ha ripreso efficacemente, con sobrietà e con fedeltà, il racconto di Backman: in versione italiana è uscito nelle sale cinematografiche con il titolo di "Mr Ove".
Nel 2017 ne è stato annunciato un remake USA che vedrà come protagonista Tom Hanks.

 
(Dal risguardo di copertina) Ove ha 59 anni. Guida una Saab. La gente lo chiama "un vicino amaro come una medicina" e in effetti lui ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza e, dopo aver controllato che i termosifoni non stiano sprecando calore, va a fare la sua ispezione poliziesca nel quartiere. Ogni giorno si assicura che le regole siano rispettate. Eppure qualcosa nella sua vita sembra sfuggire all'ordine, non trovare il posto giusto. Il senso del mondo finisce per perdersi in una caotica imprevedibilità. Così Ove decide di farla finita. Ha preparato tutto nei minimi dettagli: ha chiuso l'acqua e la luce, ha pagato le bollette, ha sistemato lo sgabello...

 

Frederik Backman

Ma... Ma anche in Svezia accadono gli imprevisti che mandano a monte i piani. In questo caso è l'arrivo di una nuova famiglia di vicini che piomba accanto a Ove e subito fa esplodere tutta la sua vita regolata. Tra cassette della posta divelte in retromarce maldestre, bambine che suonano il campanello offrendo piatti di couscous appena fatti, ragazzini che inopportunamente decidono di affezionarsi a lui, Ove deve riconsiderare tutti i suoi progetti. E forse questa vita imperfetta, caotica, ingiusta potrebbe iniziare a sembrargli non così male...

L'autore. Fredrik Backman è giornalista, scrittore e blogger. I suoi libri sono tradotti in molte lingue e sono bestseller in diversi paesi. In Italia ha pubblicato L'uomo che metteva in ordine il mondo (Mondadori 2014). Della stessa trilogia ideale fanno parte i romanzi successivi Mia nonna saluta e chiede scusa (Mondadori 2016) e Britt-Marie è stata qui (Mondadori 2017). Nello stesso anno, sempre per Mondadori, esce anche Cose che mio figlio deve sapere sul mondo, e nel 2018 La città degli orsi.

Copertina del DVD "Mr Ove"

(Scheda del film) Ove è un burbero cinquantanovenne che molti anni prima ricopriva il ruolo di Presidente dell'Associazione dei condomini. A lui però non importa niente di essere stato sollevato dall’incarico e continua a sorvegliare con piglio poliziesco tutto il quartiere. Operaio da 43 anni presso le industrie Saab, Ove viene mandato in pensione e da quel momento, senza nulla da fare, con il suo atteggiamento molesto finisce per causare ancora più ostilità nel vicinato.

Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza per condurre la sua ispezione poliziesca del quartiere e assicurarsi che le regole siano rispettate, che tutto sia in ordine. Ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua.

Ma l’arrivo di Parvaneh, la nuova vicina di casa, iraniana che si è trasferita da poco ad abitare, con il marito e i due figli, nella casa di fronte aprirà poco per volta la mente di Ove, restituendocelo come il miglior “nonno” che un nipote possa desiderare.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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