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13 agosto 2018 1 13 /08 /agosto /2018 10:17
Douglas Preston e Lincoln Child, Notte senza fine, Rizzoli, 2018

Con "Notte senza fine" (titolo originale: "City of Endless Night", nella traduzione di Elisa Finocchiaro), scritto a quattro mani da Douglas Preston e Lincoln Child, vede la luce l'avventura n°17 dell'agente speciale Aloysius Pendergast e di alcuni dei suoi comprimari. Pendergast è abbattuto, poichè - al termine dell'episodio precedente, narrato ne "La Stanza di Ossidiana" - la sua pupilla Constance (ma forse, dopo anni, qualcosa di diverso e di più intimo sta per nascere tra i due) è partita per raggiungere il figlioletto nel Monastero tibetano dove è stato accolto (in quanto riconosciuto incarnazione vivente del Lama precedente).
Pendergast, che vive questo distacco di Costance con uno stato d'animo fortemente depressivo, viene tirato dentro un'indagine dal suo amico Agosta, capitano nel NYPD. La riluttanza di Pendergast ad uscire dalla sua inerzia è presto vinta dall'importanza del caso, con il suo ripetersi, e dalle sue caratteristiche di bizzarria e crudeltà.
Si scopre così che è attivo a New York un efferato killer seriale che, dopo aver ucciso le sue vittime, le decapita, portandone con sè la testa come trofeo (presumibilmente). La prima vittima è la figlia del superricco Ozmian che deve la sua fortuna alla creazione di un algoritmo di grandissima importanze e rivoluzionario per le sue applicazioni informatiche.
L'indagine procede abbastanza serrata con qualche colpo di scena sino ad un imprevedibile finale.
I personaggi qui sono ridotti all'osso: mancano molti degli usuali comprimari di Pendergast, altri sono mere comparse. Tuttavia la vicenda assume le connotazioni di una detective story con elementi mistery che tiene abbastanza avvinti.
Rimane, comunque, il segno fondamentale delle vicende partorite dalla penna del duo Preston-Child: cioè la loro passione per la saga seriale in cui ricorrono sempre gli stessi personaggi con diversi dosaggi e miscele. E, ancora una volta, emerge la loro passione per l'archeologia cittadina e per le antiche strutture abbandonate (in questo caso ha un'importanza di rilievo, la location che ospita un antico manicomio del tutto abbandonato), luoghi ideali per le incursioni dei "creeper" metropolitani, e anche scenari che consentono un collegamento diretto con le storie di Fantomas, di Rocambole e di altri personaggi tipici del feuilleton ottocentesco.
Le ambientazioni decadenti - a volte molto in stile "Piranesi" - e la loro ricostruzione minuziosa sono spesso uno degli elementi più affascinanti delle storie partorite dai due scrittori.

 

(dal risguardo di copertina) In una New York spettrale e inospitale, Pendergast è costretto a giocare una partita genialmente pericolosa contro un avversario rabbioso e senza pietà. Finché l’alba non arriva.
L’agente speciale Pendergast è a pezzi: Constance, il suo braccio destro, è partita per l’India, e come se non bastasse è finito sulla lista nera del vicedirettore Longstreet. È infatti per una punizione interna che viene assegnato a un caso in apparenza banale, già seguito dalla Squadra Omicidi di New York del tenente Vincent D’Agosta.Il corpo di una giovane è stato ritrovato senza vita in un garage nel Queens. Forse, però, quell’omicidio nasconde più di un mistero; forse quel caso non è poi così secondario. La ragazza infatti è figlia di un facoltoso imprenditore. E il cadavere è stato ritrovato orrendamente decapitato. L’indagine si allarga e si complica quando l’assassino colpisce di nuovo, e poi ancora: un avvocato della mafia che vive in una casa-fortezza, un magnate russo circondato da un imponente servizio d’ordine... Possibile che un serial killer abbia deciso di punire i personaggi più ricchi, corrotti e protetti di New York, quasi a voler dimostrare che nessuno è davvero al sicuro? Su questa pista si muove anche Bryce Harriman, giornalista del Post, che alimenta l’onda dell’indignazione popolare e porta la città sull’orlo dell’isteria collettiva.

Gli autori. Douglas Preston è uno scrittore statunitense, famoso per aver scritto bestseller appartenenti al genere techno-thriller e horror, molti dei quali scritti in collaborazione con Lincoln Child.
Lavora per le riviste «The Atlantic Monthly», «The New Yorker», «Harper's Bazar» e «National Geographic» dove pubblica articoli riguardanti l'archeologia.
Insieme a Lincold Child ha firmato successi come La stanza degli orrori, Ice Limit, Maledizione, Marea, Dossier Brimstone, Relic, Due tombe, La mano tagliata, Labirinto blu, La costa cremisi, La stanza di ossidiana.

Il loro romanzo più venduto è Il libro dei morti.
Dal 1978 al 1985 Preston ha lavorato come scrittore, editor e direttore editoriale per conto dell'American Museum of Natural History di New York: da questa esperienza sono nati alcuni dei primi romanzi scritti con Lincoln Child, ambientati appunto nei meandri del del museo.
In collaborazione con lo scrittore italiano Mario Spezi ha scritto sul caso del mostro di Firenze con Dolci colline di sangue.
Attualmente vive nel Maine con la famiglia.

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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