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2 giugno 2018 6 02 /06 /giugno /2018 20:27
Una delle foto di Spencer Tunick in mostra ai cantieri Culturali alla Zisa di Palermo (aprile-giugno 2018)

Il nudo diventa arte se a fotografarlo è Spencer Tunick, artista contemporaneo che usa i corpi di volontari - che accorrono a centinaia da tutto il mondo pur di far parte di una delle sue opere - mimetizzandoli tra paesaggi incantati, natura incontaminata, ma anche nelle città, tra i monumenti, nelle piazze e in ogni angolo del mondo in cui poter trasformare le bellezze senza veli, maschili e femminili, in arte. Ma non si tratta di semplici nudi, bensì di diestese di corpi, distese brulicanti in cui il singolo corpo nudo diventa elemento di una complessa scenografia dominata dall'horror vacui, in cui l'Umanità viene spogliata di ogni orpello e tramutata in formicaio affollato.
Unico punto di riferimento nella realtà e, forse, metro di paragone per queste opere potrebbero essere certe spiaggie naturiste molto frequentate in cui la sabbia é letteralmente coperta da centinaia di bagnanti che praticano il naturismo integrale.
Nel caso di Spencer Tunick abbiamo invece dei volontari che sono disposti a spogliarsi, rendendosi democraticamente eguali come in un originario paradiso edenico e che si dichiarano pronti a sottoporsi alle indicazioni che, probabilmente attraverso appositi strumenti di amplificazione della voce, l'artista dà loro.

E' stata Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018, ad ospitare la mostra "Nudes",  che ha raccolto, per la prima volta, scatti realizzati in tutto il mondo dal fotografo americano, da Shanghai a Parigi, dall'Australia a Brooklyn.
La mostra di Spencer Tunick si è inagurata alla presenza dell’artista, venerdì 13 aprile 2018 alle 18.00 allo ZAC, il padiglione dedicato all’Arte contemporanea nei Cantieri Culturali alla Zisa, dove è rimasta fino al 2 giugno.
Le gigantografie dei suoi lavori più importanti, da Monaco di Baviera a Mexico City, da Hull a Vienna, saranno stampate su 14 teli di grande formato, 3 metri per lato, per offrire ai visitatori una sensazione di completa immersione negli scatti; unite a 54 altre immagini di formato più ridotto che ricostruiscono il suo percorso artistico: dai primi ritratti individuali di “American Zone”, attraverso “Nude adrift” ed i suoi “Early European Projects” sino alle prime riprese sulle masse, “Reaction Zone", alla grande antropologia collettiva umana e allei mega-azioni di México City.
Dalle azioni inizialmente illegali e spontanee a tipo flashmob, a quelle a lungo pianificate su invito di istituzioni artistiche, municipalità o per grandi eventi, dalle fotografie in bianco e nero alle vibranti e colorate fotografie di oggi.
Completano la mostra, una serie di video delle produzioni, che ne raccontano la genesi.
La mostra, curata da Gerald Matt, è frutto di un progetto sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e dalla Gam, Galleria d’Arte Moderna di Palermo.
Spencer Tunick, tuttavia, malgrado la dichiarazione d'intenti rilasciata in un'intervista, non è riuscito a realizzare una sua opera fotografica a palermo con soggetti nudi nelle strade e affacciati ai balconi dei palazzi.
Magari gli riuscità la prossima volta.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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