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23 aprile 2018 1 23 /04 /aprile /2018 09:58
Come se io fossi te. Andrea Caschetto e Azzurra: il racconto coinvolgente di un viaggio dell'anima

Non smetterò mai di viaggiare il mondo.
E fra la gente, sentirmi a casa.
Tutti dovremmo sentirci a casa sempre.
Spogliarci dell’uniforme che indossiamo nel quotidiano e finalmente essere noi.
Diversi l’uno dall’altro.
È nell’abbraccio alla diversità che si consuma il futuro prossimo del mondo
Sono qui per imparare e per trasformare la paura in meraviglia

Andrea Caschetto, Come se io fossi te (Pretesti)

Andrea caschetto, Come se io fossi te, Chiarelettere, 2017

Andrea Caschetto, dopo l'esperienza descritta in "Dove nasce l'Arcobaleno" (Giunti) in cui ci ha raccontato il suo giro del mondo per orfanatrofi, con la missione di portare il sorriso a 8008 bambini (con il corollario che il 22 marzo 2016, nella Giornata della Felicità, egli sia stato invitato a parlare alle Nazioni Unite, in "Come se io fossi te" (pubblicato da Chiarelettere nel 2017) Caschetto, ci ha regalato il racconto di un'altra impresa di viaggio scaturita dalla sua forte attitudine empatica.

Andrea Caschetto, a ragione, è stato definito un "campione del sorriso" o anche un "ambasciatore del sorriso", ma possiede anche la capacità di immergersi nel lato malinconico delle cose e delle persone, dal momento che possiede il dono dell'empatia, scaturente dal fatto di essere stato lui stesso colpito da una malattia neurologica - un tumore cerebrale, da cui è stato operato e che lo ha lasciato con un lieve deficit della memoria -e di essere passato attraverso il tunnel della malattia che gli ha lasciato qualche stigmate.

In questa nuova avventura, Andrea Caschetto, profondamente legato sentimentalmente ad una ragazza, Azzurra di nome, divenuta per incidente paraplegica e confinata su di una sedia a rotelle, decide di partire per un viaggio nella lontana Argentina, assieme ad una sedia a rotelle che battezza "Azzurra". Perchè l'Argentina? Ma perchè l'Azzurra in carne ed ossa ha sempre deisderato visitare questo paese e adesso da paraplegica avrebbe difficoltà ad andarci. Perchè portando con sé la carrozzina (identica per tutto e per tutto a quella utilizzata da Azzurra) e utilizzandola, egli vuole vedere questa parte del mondo come la vedrebbe Azzurra, cimentandosi con tutte le difficoltà con cui la donna Azzurra dovrebbe cimentarsi se fosse con lui, per vedere il mondo al posto suo e per lei, per imparare a capirla meglio e per dichiararle così il suo amore.
Questo suo viaggio ha il valore del compimento di un voto, di una promessa, di un pellegrinaggio ed è anche, in altri termini, un "viaggio dell'anima".
Come scoprirà Andrea, cimentandosi con mille difficoltà e con le barriere architettoniche, con un mondo che al 90% non è pensato per persone con difficoltà motorie, il fatto di essere su una carrozzina (non sempre però, perchè le difficoltà si fanno estreme, può sempre chiuderla e caricarsela sulle spalle), l'essere su una carrozzina, oltre a dargli un punto di vista fisico differente (vedere il mondo con uno sfguardo che va dal basso verso l'alto), lo fa diventare catalizzatore di incontri e di racconti.

Ed è così che egli durante il suo viaggio ha potuto raccogliere storie ed aneddoti, storie di persone che si aprono con lui, forse più facilmente che se fosse in piedi sulle sue gambe: storie divertenti, commoventi, con un lieto fine o con un finale malinconico, a seconda delle persone che incontra via via e dei luoghi in cui sono ambientate le narrazioni. E nello stesso tempo, Caschetto ci fornisce il duplice punto di vista, su come sono il mondo e le persone viste dallo sguardo di una persona che cammina sulle sue gambe e da quello di chi sta seduto in carrozzina; e, in contemporanea, i vissuti di un modo di essere e nell'altro. Sostanzialmente eguali, ma resi differenti dal fatto che ancora, nei più diversi contesti, la persona con difficoltà motorie - il disabile o diversabile, si potrebbe anche dire - non sono pienamente "normalizzati" e dunque possono incarnare una diversità, un "altro da sè" difficilmente assimilabile (con la conseguenza di un'inevitabile barriera comunicativa, che qualora venga superata con un sforzo attivo di "andare verso l'altro", lascia sorpresi ed anche pieni di speranza.
E poi ci sono mille incontri ciascuno dei quali è memorabile, mai banale e suggellato dalla capacità epatica che è la sua forza intrinseca, potenziata dall'essere sulla carrozzina e che sancisce una "diversità" non omologabile, una "diversità che è pronta ad accettare e ad accogliere le diversità altrui, comprendendole.
Il mondo visto da una carrozzina: Andrea Caschetto propone con il suo racconto un'esperienza memorabile e che tutti dovrebbero fare propria. Tutti, probabilmente dovrebbero fare l'esperienza di stare su di una carrozzina a ruote, cercando di farsi avanti con traversie e difficoltà in ambienti spesso irti ancora oggi di barriere architettoniche. Lo stare su di una carrozzina a rotelle, spingendosi da sè o spinto da altri, arricchirebbe anche sicuramente il proprio bagaglio spirituale, consentendo di affinare gli strumenti per comprendere meglio chi disabile lo è per davvero.
E' questo il senso del "carrozzina day", di recente istituito presso alcune amministrazioni comunali in Italia, Ma è anche questo il senso di includere in alcuni sport per disabili chi disabile non è, come ad esempio nel Basket per disabile il cui regolamento ammette la presenza in squadra di un elemento non disabile, purchè giochi anche lui in sedia a rotelle, quindi con analogo handicap.
Spesso con mio fratello Salvatore Crispi, dalla nascita disabile per aver contratto una tetraplegia perinatale e grande "lottatore" per la tutela dei dirittti delle persone con disabilità, abbiamo discusso di questi aspetti e del fatto che spesso la parte attuativa delle normative esistenti sull'abbattimento delle barriere architettoniche è messa nelle mani di persone che disabili non sono. Mentre, invece, prima di realizzare definitivamente determinate opere occorrerebbe chiedere ai disabili delle diverse tipologie di "provare" i percorsi protetti e il tipo di dispositivi realizzati per il superamento (o l'abbattimento) delle barriere: facendo un vero e proprio "collaudo", qualitativamente valido, insomma.
Come anche, nelle scuole dei diversi livelli, occorrerebbe insegnare ai giovani la capacità empatica nei confronti delle persone con disabilità, studiando degli opportuni percorsi didattivci, tra i quali potrebbe avere un'importante funzione quella di dedicare delle ore di esperienza preziosa sulla carrozzina a rotelle, oppure quella altrettanto importante di provare ad essere come i non vedenti.
La carrozzina del disabile può assumere in sè una forte valenza simbolica: ed è così che Vincenzo Marino, impegnato a Palermo nel fronte della tutela dei diritti dei disabili e pedagogista, dopo la morte di mio fratello, ha preso a portare con sè la sua carrozzina vuota (l'ultima da lui usata), per ricordare a tutti attraverso l'assenza e la mancanza la sua presenza ancora costante in spirito in tutte le manifestazioni che riguardano i disabili.

 

Andrea Caschetto

(dal risguardo di copertina) Andrea Caschetto ha inaugurato la categoria dei viaggi necessari. Il suo è un turismo dell’anima, dove i luoghi sono le persone e le persone sono i luoghi. Andrea è un viaggiatore lento, perché serve tempo per ascoltare davvero le vite degli altri, per entrare in punta di piedi nelle esistenze, laddove la porta viene aperta, e con garbo accarezzarle e accudirle. E non crediate che questo tempo sia perso: prima o poi ritorna, in forme e sembianze mai uguali, ed è linfa per il mondo. Questo viaggio nasce da varie necessità, che nell’ordine sono: esaudire il desiderio di una ragazza molto amata che ama l’Argentina ma non può andarci; imparare che la disabilità ha bisogno di manutenzione e non di cure, perché non è una malattia; e ancora, raccontare la straordinaria meraviglia della diversità, dando voce agli Invisibili. E allora via, lungo le strade dell’Argentina. Unica compagna, una sedia a rotelle, metafora del vivere disabile. Da usare per sedersi e per far sedere, per confidarsi e far confidare. Per raccontare storie e invitare a raccontarle. A proposito, la sedia ha un nome. Si chiama Azzurra, come la ragazza amata che ama l’Argentina e finalmente, con Andrea, ci è andata. Perché la realtà ha la forma che uno vuole darle. E i sogni contano.

L'autore. Andrea Caschetto ha 26 anni ed è uno straordinario viaggiatore. I suoi migliaia di amici virtuali lo conoscono come l’ambasciatore del sorriso grazie ai colori e alle parole dal mondo che posta sulla sua pagina Facebook. La sua voglia di regalare sorrisi, comunicare idee, immagini e sogni lo ha fatto diventare un vero e proprio catalizzatore internazionale di positività fino a portarlo alle Nazioni Unite, dove, il 20 marzo 2016, ha parlato di felicità a una nutrita platea di diplomatici che lo hanno ringraziato con una magnifica standing ovation.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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