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13 aprile 2018 5 13 /04 /aprile /2018 09:44
Fabio Ceraulo, Palermitando, Leima, 2014

Una città è fatta di luoghi, di monumenti e di persone, non solo viventi ma di quelle che si sono succedute di generazione in generazione. E una città vive delle sue memorie storiche, quelle ufficiale, tramandate nei documenti e negli archivi, ma soprattutto delle storie e degli aneddoti che possono essere raccontate e tramandate, da una generazione a quella successiva, magari con successive aggiunte ed interpunzioni che le rendano più colorite. Tutte memorie che oggiorno sono a rischio di disgragarsi con il frammentarsi del tessuto vivo hce teneva assieme la gente, malgrado il trascorrere degli anni e l'avvicendarsi delle generazioni.

E proprio per questo le città vivono una loro vita pulsante che è fatta di storie (e microstorie) che vengono riportate con delle narrazioni eminentemente orali.

Fabio Ceraulo, palermitano DOC, è un appassionato raccoglitore di queste storie e porta avanti questa attività attraverso un sito web ed un gruppo Facebook che è aperto ai molti contributi dei molteplici suoi frequentatori, tutti accomunati dalla passione per Palermo. Già, ci ha regalato una selezione di queste storie in un suo primo volume, Palermo nascosta, pubblicato alcuni anni fa da Dario Flaccovio.
E' seguito a distanza di pochi anni, una nuova raccolta "Palermitando" (Leima, 2014) che ci fornisce un'immagine forse più intima della Palermo di un tempo e sin quasi ai nostri giorni: "I racconti qui narrati ci regalano ora brividi, ora emozioni, ci strappano un sorriso e ci fanno versare una lacrimuccia.Hanoo i colori, i sapori e gli odoridella città dove sono nati, Palermo, con il suo fascino e le sue contraddizioni. Una Palermo il cui cuore , oggi, sembradover cedere da un momento all'altro. Ma almeno, grazie all'opera di Fabio Ceraulo ...la memoria non si sgretola e crolla, come qualche vecchio edificio del centro storico." (dall'introduzione di Carmelo Galati).

O per dirla con le parole dello stesso Autore: "Questa raccolta di storie palermitaneè nata dall'esigenza, ma soprattutto dal piacere, di continuare a scoprirela città, i suoi abitanti, la sua umanità" (ib. p. 179).
In un certo senso, si tratta di un'opera collettiva, in cui più voci e più tradizioni orali convergono in un unico testo, a patchwork, che narra di un unico oggetto che è Palermo e la palermitanità, con la sua gente comune, a volte miserevole, altre ironica e beffarda.
E Fabio Ceraulo ne è il cantore, essendosi assunto il compito di far transitare delle tradizioni narrative squisitamente orali in un testo scritto, così come ha fatto a suo tempo Roberto Alajmo nel suo "Repertorio dei pazzi della Città di Palermo".
Come in Palermo nascosta, questo volume è suddiviso in tre parti, rispettivamente: Anime inquiete di periferia, Racconti dei quartieri antichi e Drammi e gioie nei mercati popolari.

(Nota editoriale) Fabio Ceraulo torna in libreria con un'antologia composta da trentasei racconti che come una cartina interattiva di Palermo raccontano il passato antico e "folk" del capoluogo siciliano. Ceraulo prende per mano il lettore e gli mostra le radici più profonde di questa città. Cogliendo l'essenza di Palermo, la sua cultura pregna di atmosfere e di sapori perduti, ma anche di folklore, di fanatismo religioso, di mistero e superstizione. Il viaggio comincia dai quartieri periferici: con piglio da cronista l'autore riporta alla luce storie, aneddoti e leggende legate a zone come Falsomiele, Pallavicino o Cruillas. Spostandosi, poi, dai confini della città al cuore pulsante di Palermo, l'autore dà testimonianza di alcuni personaggi unici che hanno popolato i vicoli del centro o gli antichissimi mercati palermitani, tratteggia con ironia perfino le gesta di spiritelli dispettosi. Lettori, turisti o semplici curiosi, affascinati da quel gusto nostalgico del "c'era una volta", potranno trovare in "Palermitando" un patrimonio che vale la pena salvare e custodire nella memoria, per opporsi a un mondo che tutto, e presto, dimentica.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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