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1 marzo 2018 4 01 /03 /marzo /2018 09:07
Cody McFadyen, Gli occhi del Buio, Piemme, 2007

La caratteristica dei thriller di Cody McFadyen è che sono estremamente violenti e brutali, con la presentazione di una grande saga (nella quale ogni romanzo è collocato in un continuum temporale) in cui la protagonista assoluta Smoky Barrett, agente dell'FBI, e la sua squadra sono coinvolti in una serie di indagini per sventare dei serial killer che hanno due caratteristiche di base: sono estremamente efferati e sempre, per un motivo e l'altro si accaniscono contro Smoky.
Smoky Barrett è stata toccata duramente da questo accanimento che, nel corso del tempo, si è ripetuta più volte, a partire dall'evento traumatico in cui ha visto morire per mano di un assassino di cui era alla caccia il marito e la figlia dopo inenarrabili torture ed è stata lei stessa permanetemente sfregiata al volto.
Tutte le persone che la circondano (compresi i componenti della sua squadra) sono stati colpiti in misura diversa dal Male e lo conoscono bene. Ma Smoky possiede in più un dono che è anche una maledizione: che è quella - probabilmente a causa delle esperienze di vita vissuta - di entrare senza remore nella mente dell'assassino di turno, farsi lui, ragionare come lui, ma avendo la possibilità nello stesso tempo - essendo stata anche vittima e avendo sofferto per mano di personaggi malvagi - di calarsi nei panni della vittima di turno oppure dei sopravvissuti ad azioni di contorta ed insensata violenza, per mezzo degli strumenti di comprensione empatica.
Il primo aspetto è peraltro non nuovissimo, poichè è esattamente il tema - per quanto più nel filone delle trame poliziesche - de Il Silenzio degli Innocenti (e relativo, omonimo film, realizzato da Jonathan Demme) con Clarice Starling che, ancora novizia dell'FBI, é anche lei costretta a guardare nel fondo dell'abisso, ma anche delle memorie di John Douglas, storicamente il primo profiler di Serial Killer dell'FBI, Mindhunter. Nella mente del Serial Killer, volume di recente ristampato per i tipi di Longanesi (2017). Di fatto, Il Silenzio degli Innocenti (il romanzo, ma ancora di più il film) e John Douglas con la sua opera divulgativa portarono il grande pubblico ad attenzionare il fenomeno dei serial killer e diedero la stura ad una proliferazione in cui investigatori di Polizie di tutto il mondo davano la caccia a pericolosi serial killer.
Detto per inciso,
quello del Serial killer, debordando dal più ristretto mondo della saggistica di Psichiatria forense, è divenuto un fenomeno letterario e, a leggere questa tipologia di narrazione, si potrebbe pensare che il mondo sia pieno di serial killer in caccia delle proprie vittime. Non è esattamente così, anche se il fenomeno possiede una sua realtà, anche se i casi effettivi sono numericamente molto meno sostanziasi di quanto non si potrebbe pensare leggendo romanzi e racconti.
Smoky Barrett, proprio per questa capacità di pensare come il serial killer (una capacità che possiede in maniera ben più estrema di quanto non fosse per Clarice Starling che era appena una novizia non personalmente toccata dal Male, se non dall'uccisione degli agnelli innocenti per mano del padre, suo pregnante ricordo d'infanzia), non senza spargimenti di lacrime e sangue e sperimentando una costante senzazione di pericolo per sé e per i propri cari alla fine riesce sempre, pagando un prezzo molto alto, a risolvere i casi che le sono affidati. In un certo modo, dunque, Smoky Barrett si può considerare una possibile evoluzione di Clarice Starling.
In questa atmosfera, la manutenzione degli affetti è un'attività che risulta estremamente dispendiosa, ma è l'unica ancora di salvataggio rispetto ai mostri che la guardano dal fondo nell'abisso le cui profondità è costretta a scrutare.
La visone di McFadyen è cupa, anzi cupissima. Il mondo che ci presenta sembra essere popolato da individui efferati: a fare da contraltare vi è sempre l'umanità dei personaggi, i Buoni che - pur essendo stati toccati dal Male - riescono a mantenere la propria rettitudine morale e a coltivare gli affetti che sono come un gioioso raggio di sole che scende ad illuminare le loro vite magrado tutto.

Gli occhi del buio (titolo originale: The Face of Death, nella traduzione di Alfredo Colitto), pubblicato come sempre da Piemme nel 2007, è un grande romanzo per chi ama i thriller. Con una trama complessa e avvincente, forse la più complessa delle trame degli altri romanzi.
Ed è forse il vertice della visione cupa del mondo che Cody McFadyen rappresenta un dispositivo di doppia narrazione, in cui il racconto di Smoky Barrett è intercalato dalla storia diaristica di Sarah, vittima di un ingranaggio crudelissimo che l'ha portata ad essere nello stesso tempo succube e carnefice.

(dal risguardo di copertina) Smoky Barrett conosce bene la morte. L'ha vista in faccia molte, troppe volte. E' il suo lavoro, all'FBI, dove dà la caccia ai serial killer più spietati. Studia il loro modo di ragionare, li insegue, li stana. Non ha paura di scavare nell'oscurità, neppure dopo che quella stessa oscurità ha inghiottito anche lei, rubandole il marito e la figlia, brutalmente uccisi da uno psicopatico.
Anche Sarah conosce bene la morte. Ha solo sedici anni, eppure nei suoi occhi non c'è più luce. Fin dal giorno del suo sesto compleanno, quando lui, lo Straniero, è apparso per la prima volta sulla soglia di casa. Da allora quell'uomo e il suo viso nascosto dietro a un collant non l'hanno più lasciata.

 

Cody McFadyen

Lo Straniero trae il suo godimento dal dolore di Sarah e uccide tutti quelli che lei ama. Prima si è portato via la sua famiglia, poi la stessa sorte è toccata a chiunque abbia cercato di aiutarla. Morte dopo morte, finché lei è rimasta sola.
Sarah ha solo una speranza per uscire da questo incubo: Smoky.
Perché Smoky sa guardare nel buio. E dare un volto alla morte.

L'autore. Cody McFadyen è nato in Texas nel 1968. Vive in California. Aveva nove anni quando ha deciso di diventare uno scrittore. Per oltre un ventennio, tuttavia, ha fatto altre cose, dal volontariato alla progettazione di videogame. Poi, passati i trent'anni, ha pensato che, se voleva davvero scrivere prima di diventare vecchio, era meglio cominciare. E ha fatto bene: i suoi libri, L'ombra, Gli occhi del buioIo confesso e Il Predatore (suo ultimo romanzo del 2008), sono diventati casi editoriali tradotti in tutto il mondo e osannati dai critici. Smoky Barrett, la protagonista dei suoi thriller, è spesso paragonata alla Clarice Starling de Il silenzio degli innocenti.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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