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2 gennaio 2018 2 02 /01 /gennaio /2018 08:43
Emilio Salgari, Le Meraviglie del Duemila

Quando ero piccolo (ad occhio e croce prima dei miei dieci anni e negli anni immediatamente successivi) mi capitava spesso di chiedermi e di chiedere come sarebbe stato il mondo al passaggio del secolo e dopo.
Spesso conversavo di questo con mio fratello, di due anni più grandi di me.
Gli dicevo, tra le altre cose: "Non vedo l'ora che arrivi quel momento".
Eravamo del resto nel dopoguerra, un periodo di grandi attese, di ricostruzioni, di speranze illimitate in un futuro migliore e di straordinari progressi tecnologici.
Tutto lasciava intendere che il XXI secolo che ci attendeva sarebbe stato straordinario e ricco di promesse.
Ma, a distanza di anni, ora che ci avviciniamo velocemente alla fine del primo quinto del XXI secolo devo dire che quelli erano sogni ingenui. Nulla di quanto atteso si è verificato. E' rimasto tutto bloccato.
Il periodo più lungo di pace nella storia dell'uomo: una menzogna.
La libertà e la tutela dei diritti: un'altra menzogna, poichè viviamo in regimi dittatoriali mascherati da democrazia e di paternalismo.
Il progresso tecnologico si è fermato. Non si è verificato il sogno di un benessere universale.
Semmai è cresciuta a dismisura la ricchezza di una minima percentuale della popolazione del globo, a scapito di un progressivo impoverimento delle grandi masse.
Ci sono sicuramente più fame e più povertà. E, insensibilmente, quelli che stavano bene e benino dal punto di vista economico, stanno sempre peggio e si avvicinano alla fascia di povertà, anche se nominalmente il loro reddito è ancora nella fascia media.
Da piccolo, imbevuto com'ero delle storie futuristiche di Verne e di alcuni trai i romanzi di Salgari (come Le Meraviglie del Duemila, considerato il romanzo capostitpite della proto-fantascienza italiana), ero sicuramente un ingenuotto,  come più tardi continuai ad esserlo perso tra i meandri della Science Fiction tecnologica e futuristica.
Oggi, forse ad ogni giro di boa dell'anno trascorso e nel passaggio al nuovo anno, già vecchio prima di nascere, non ci resta che piangere.
Nulla di nuovo sotto il sole, nessuna speranza.
Possiamo dire che, se ci siamo ancora, tanto basta.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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