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11 gennaio 2018 4 11 /01 /gennaio /2018 08:27
Maria Attanasio, Dall'Atlante agli Appennini, Orecchio Acerbo, 2008 (con le illustrazioni di Francesco Chiacchio)

Dall'Atlante agli Appennini (di Maria Attanasio, con le splendide illustrazioni di Francesco Chiacchio), pubblicato nel 2008, è una storia della modernità, nel senso che ha come protagonista il giovanissimo Youssef che, lasciando il piccolo villaggio in cui è nato sui monti dell'Atlante, intraprende un viaggio della speranza - lungo, avventuroso, pieno di incognite e di inceppi - verso l'Italia del Nord per ricongiungersi con la madre lontana dalla quale da tempo non ha più ricevuto notizie.

Il titolo del racconto riecheggia il celebre racconto di Edmondo De Amicis, Dagli Appennini alle Ande, il racconto mensile di Maggio, contenuto nel libro Cuore (pubblicato per la prima volta nella sua interezza nel 1886): diversi sono i luoghi di partenza e di arrivo; diversa l'epoca; diversi i nomi dei personaggi. Ma in fondo il succo della storia è il medesimo.

Ed è anche una storia "edificante" nel senso deamicisiano, in quanto dovrebbe aiutarci a riflettere e far riflettere che, in fondo, nulla è cambiato dai tempi in cui De Amicis ambientava le sue storie, cioè quelli dell'Italia post-risorgimentale.
Allora, negli anni intermedi tra l'Unità d'Italia e l'inizio del Novecento (e forse anche dopo) erano gli Italiani ad andare via alla ricerca di una vita migliore, imbarcandosi sui bastimenti e talvolta sottoponendosi a procedure ne a situazioni di sfruttamento simili a quelle dei moderni migranti.
Questo libro è utile perchè può aiutare a risvegliare coscienze sopite e puà serivre a riesumare antiche memorie di quando eravamo noi, italiani ed europei, ad essere migranti con il nostro carico di speranze e di sogni di una vita migliore.
E' un libro sul presente, sulla diversità e l'emarginazione che chiedono di essere integrate, ma anche per la memoria, oltre che di ferma denuncia nei confronti di chi, senza cuore - ora come nel nostro passato lontano - sfuttta i migranti.

Sicuramente, per il suo elevato potenziale educativo, questo volume andrebbe fatto leggere nelle scuole (cosa che, in effetti, viene fatta, poichè è stato pubblicato da Orecchio Acerbo che si occupa di editoria scolastica), ma soprattutto a taluni dei nostri politici (o meglio gli pseudo-politici) che presumono di sapere molto, ma che in realtà sono ignoranti e digiuni di cultura e di conoscenza della storia (oppure se sanno mentono o fanno finta di non sapere o di non conoscere le lezioni della Storia).

(nota editoriale nel risguardo di copertina) Un ragazzino, poco più di un bambino. La madre lontana, a lavorare in un paese straniero. Qualche saluto dai parenti di ritorno, poche lettere, poi neppure più quelle. E poi la decisione di imbarcarsi per andare a cercarla in quel paese lontano. La fame, il freddo, la paura. Per giungere però, col fiato sospeso, all'atteso lieto fine. Titolo, trama, personaggi, tutto è esplicito e diretto riferimento a Dagli Appennini alle Ande. Ma Marco è diventato Youssef, il suo paese non è ai piedi dell'Appennino ligure ma dell'Atlante marocchino, l'Eldorado non si chiama Argentina ma Italia. Da una delle più interessanti scrittrici siciliane dei nostri giorni, la trasposizione contemporanea di uno dei più noti racconti di Edmondo De Amicis. Romanzo d'avventura e al tempo stesso lirica e dolente partecipazione sia alle sventure dell'emigrazione, sia al dramma della separazione di madre e figlio, Dall'Atlante agli Appennini è anche ferma e radicale denuncia di chi tutto questo sfrutta. Senza Cuore. Alla sua quarta ristampa, una nuova edizione del nostro libro più adottato nelle scuole.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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