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1 gennaio 2018 1 01 /01 /gennaio /2018 08:35
Botti di capodanno

La vigilia del nuovo anno è stata sempre tradizionalmente il momento dei botti e degli effetti pirotecnici. Botti, tonfi, spari, tuoni, girandole e castagnole, chi più ne ha, più ne metta. Attorno a quest'usanza ruota un'economia lecita di fabricanti e fornitori e, naturalmente, tutto un parallelo mercato illegale che è in grado di fare avere agli amanti del genere, specialità fuori dalle righe (si veda - a questo riguardo - il racconto bonariamente satirico di Stephen King, Fuochi d'artificio ubriachi, contenuto nell'Antologia Il Bazar dei brutti sogni, pubblicata nel 2017).
Usanza pericolosa che sovente si trasforma in orgia piroclastica, da sempre: in questa frenesia qualcuno ci lascia una mano, qualcun altro un occhio, qualcuno può anche morire o rimanere gravemente menomato o storpio.
Al passaggio dell'anno, dormivo saporitamente, quando - ad un tratto - ho cominciato a fare un sogno in cui pioveva a dirotto ed io dall'interno di una casa sentivo il rumore di secchiate d'acqua infrangersi sull'asfalto e di altri effetti sonori tambureggianti.

Un sogno fastidioso, ho pensato, mentre in contemporanea cominciavo a risvegliarmi e ad aprire gli occhi. Tuttavia, ancora nel dormiveglia, per un attimo, ho continuato a pensare che stesse piovendo.
Mi sono alzato, ho sbirciato fuori dalla finestra: niente pioggia.
Ma il rumore persisteva.
Con uno sprazzo di ritrovata lucidità ho capito allora che si trattava dei botti di fine anno, i tanto agognati e liberatori botti, di cui la mattina successiva, scendendo per strada si vedono le sacre reliquie (involucri colorati e quant'altro), oltre a sentire nell'aria un vago sentore di polvere pirica.
Mi sono rimesso a letto e mentre mi riaddormentavo, cullato dal persistere di tonfi, botti, gragnuole, picchiettare che solo dopo oltre venti minuti andarono a poco a poco a scemare (anche se questa coda di topo sonora era a tratti bruscamente interrotta da qualche ritardatario impenitente), pensai questo.
Visto che ormai - per motivi di sicurezza, timore di attentati ed altro - i botti privati saranno sempre più sorvegliati e regolamentati, se non addirittura vietati (mentre rimarranno solo quelli istituzionali, in grande stile), perchè non proporre un'inversione di tendenza e ritornare, anche in questo campo, per così dire al "bio", inaugurando la stagione del bio-botto, sicuramente biosostenibile e non troppo inquinante (a parte qualche blanda emissione di metano)?

 

Joseph Pujol, dit Le Petomane

Seguendo questo filone di pensiero, che ne direste dell'idea di ingaggiare a fine anno intere batterie di scorregiatori professionisti che possano allietare i consessi umani desiderosi di far festa con le loro trombe e trombette anali? Magari creando anche dei corpi di ballo di scorreggiatori/trici che si muovano e peteggino all'unisono, volteggiando e sgambettando, come le famose Rockettes del Radio City Music Hall di Manhattan (New York)? Oppure potremmo immaginare intere batterie di scorreggiatori collegati a canne d'organo, così da potere avere solenni concerti di fine d'anno oppure leziosi refrain ripetuti all'infinito, come nella deliziosa scena di Captain Underwear, in cui il Direttore d'orchestra comanda un'intero schieramento di spernacchiatori che, all'uopo, utilizzano speciali cuscini ad aria che viene spremuta fuori attraverso un sottile beccuccio medianti sapienti movimenti delle chiappe.
Potrebbe essere un'innovazione davvero interessante e, in questo modo, sarebbe anche assicurata la gioia di avere i botti tutto l'anno, poichè queste coorti di scorreggiatori dovranno pur allenarsi di tanto in tanto, magari non giornalmente (con quale gioia - e che puzza!), ma solo in occasione delle feste comandate. E, utilizando una tale bio-tecnica, oltre al botto, si potrebbe avere nel caso degli scorreggiatori più intraprendenti, anche la fiammata di sicuro effetto scenografico.
Si potrebbero indire, con l'occasione, delle gare di selezione tra gli aspiranti performer del peto di fine anno e si creerebbe così, nel corso del tempo, una nuova professione emergente per i più talentuosi. Ricordiamoci che Joseph Pujol, universalmente noto come il Petomane, fece del suo straordinario talento naturale un'arte vera e propria, ma anche una fonte di reddito non indifferente.


 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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