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24 dicembre 2017 7 24 /12 /dicembre /2017 18:36

Dov'è più la magia del Natale? A meno che uno non creda nell'avvento, in senso profondamente religioso, il significato della festa della Natività, con tutte le successive contaminazioni e la comparsa dell'iconico Babbo Natale (o Santa Klaus o San Nicola) si è attutito ed è stato divorato letteralmente da una spietata commercializzazione che lo hanno reso più che altro in un potlach, nel quale tutti si gettano in una vertiginosa contrapposizione di doni.
Ed anche il Natale come evento nel quale i nuclei familiari allargati si ritrovano assieme in un momento di scambievole affetto e di solidarietà si è attenuato.
Ci sono quelli che lo interpretano come una sorta di replica anticipata del Capodanno, sostituendo pazze feste che si protraggono sino alle prime luci dell'alba alla partecipazione della Messa di Mezzanotte, anche se, ovviamente, la fascia dei credenti rispetta questa tradizione, sostenuta da un forte convinzione e dall'attesa messianica che si concretizza un anno dopo l'altr, benchè il rispetto della tradizione e del suo forte simbolismo tenda ad affievolirsi, poichè è sempre più diffusa la tendenza ad anticiparne l'orario tra le 21.00 e le 22.00, per motivi di "praticità"..
Ci sono quelli che se ne vanno alla ricerca di luoghi esotici e per questi il Natale è più che un altro una scusa per elargirsi il regalo di un viaggio.
E ci sono quelli che vorrebbero mettere tra parentesi l'intero periodo delle festività natalizie (dalla festa dell'Ascensione all'Epifania) e farsi un lungo sonno letargico e autistico, via dalla pazza folla.
Come in tante altre cose, quando ero piccolo, al Natale ci credevo e ho continuato a volerci credere, per anni, nell'adultità. Questi molteplici significati per me si sono spenti, ora. Non alimento più dentro di me alcuna illusione, in merito.
E, semplicemente, cerco di ignorare questa frenesia che sembra prendere tutti in un'orgia di gioia finta o acriticamente data per scontata.
Il Natale come viene festeggiato oggi è più che altro un costrutto che si mantiene, soprattutto, in questa scala, per le esigenze del commercio e del business.
E che dire poi, a completare il quadro delle disillusioni, degli Alberi di Natale posti nelle pubbliche piazze dalle Amministrazioni comunali rubati o dei doni predisposti per i bambini degenti di un reparto di pediatria vilmente rubati nel cuore della notte? E' questo il Natale?
Oppure quello del furore dei botti allo scoccare della mezzanotte, quando ci scappano anche spari da vere armi da fuoco, con la conseguenza di incauti che hanno deciso di trascorrere gli ultimi minuti prima di mezzanotte e subito dopo seduti su di una panchina cittadina?
E' questo il Natale?
Sotto questo profilo quelli che credono nel "santo" Natale per motivi di fede sono, a mio avviso, dei privilegiati: per loro non c'è alcun velo di Maya che nasconde la vacuità e l'insulsaggine; poichè ciò che conta per essi è del Natale il senso profondamente religioso.
Ma forse, in maniera laica ma pur sempre rispettabile, bisognerebbe recuperare il senso del Natale come giro di boa del nostro ciclico, il momento in cui convergono - come ha insegnato Dickens nella sua celebre storia "A Christmas Carol", il passato, il presente e il futuro, quello in cui si possono stendere provvisori bilanci delle nostre esistenze.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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