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22 agosto 2017 2 22 /08 /agosto /2017 09:12
Michael Connelly, Il Passaggio, Piemme Edizioni, 2017

(Maurizio Crispi) E' una mia personale missione leggere tutti i romanzi di Connelly, anche se devo dire che è molto difficile stare al passo con le nuove uscite, al ritmo di una all'anno (almeno), se contemporaneamente voglio coltivare anche altre letture.
Per qualche tempo sono rimasto indietro con la lettura delle nuove uscite che, allineate in bella mostra su di uno scaffale, attendevano pazienti il loro turno, ma finalmente sto recuperando il tempo perduto, al costo di averne letti almeno cinque uno di seguito all'altro.
Con "Il Passaggio" (titolo originale: The Crossing, nella traduzione di Mariagiulia Castagnone, Piemme, 2017), Connelly ha celebrato il 20° compleanno di Harry Bosch, l'infaticabile detective del LAPD (Los Angeles Police Department).
Le indagini di Harry Bosch sono sempre intricate e i i loro fili spesso si biforcano o si intrecciano. Di rado, con la scoperta (apparente) di un colpevole l'indagine si conclude: spesso c'è un colpo di coda ulteriore che lascia stupito il lettore, proprio quando aveva conquistato la sensazione di aver compreso tutto.
Il Passaggio segue "La Strategia di Bosch", ultima indagine di Harry prima del pensionamento.
Qui, egli si ritrova titolare di un'attività di investigazione privata e viene ingaggiato dal fratellastro Mickey Haller, anche conosciuto (da una serie collaterale di romanzi si Connelly che lo vedono protagonista) come "the Lincoln Lawyer", questa volta nel ruolo di penalista nella difesa di un uomo condannato di un delitto di cui si proclama innocente, al punto di voler negare qualsiasi patteggiamento.
Il passaggio di Bosch (ovvero l'attraversamento di una linea da lui sino a qualche tempo ritenuta invalicabile) consiste proprio in questo passo: quello di mettersi al servizio di una avvocato difensore, consapevole - alla luce delle sue pregresse esperienze - del fatto (o della regola aurea) che non sempre chi ha il ruolo del Difensore vuole la verità, poiché - ad ogni costo - il suo obiettivo "istituzionale" è piuttosto quello di salvaguardare il proprio cliente e che, dunque, uno dei suoi compiti principali è quello di invalidare le evidenze.
Bosch accetta l'incarico con molte reticenze ed entra nell'indagine a pieno regime, soltanto quando si convince che l'accusato possa essere davvero innocente, come si proclama.
L'indagine al servizio della difesa, già nel muovere i primi passi, sembra toccare degli interessi che non devono essere scalfiti: sia Haller sia Bosch sono oggetto di attentati e intimidazioni. Amche questi fatti comvicono Bosch a stare dalla parte di Haller.
Alla fine si giungerà alla soluzione dell'enigma giudiziario, ma - a quel punto - Bosch continuerà ad indagare a briglia sciolta per conto proprio: non è soddisfatto del fatto che il cliente di Haller sia prosciolto, ma vuole andare alla ricerca del vero colpevole per consegnarlo alla Giustizia.
Come tutti i romanzi di Connelly anche questo me lo sono bevuto in pochi giorni soltanto.
Il bello della saga di Bosch, come quella di Haller è che i loro protagonisti principali vanno vivendo la loro vita, fanno le le loro scelte, i propri errori, invecchiano, hanno figli, i figli crescono, si separano o divorziano, si risposano: e, quindi, man man che il lettore si bea delle vicende poliziesche, intanto i suoi protagonisti si incanutiscono assieme a lui. E ciò a  differenze di altre saghe vche vedono coinvolti altri personaggi-icona del Poliziesco, in cui il Detective di turno (ed eventualmente il suo comprimario che svolge sempre la funzione di "narratore), sembrano fluttuare in una sorta di limbo a-temporale e non sembrano essere toccati dallo scorrere dele normai vicende umane. Rifacendosi al noto parallelismo tra indagine psicoanalica e indagine poliziesca, l'investigatore di questa tipologia di storie - come lo Psicoanalista per il suo paziente - è una sorta di archetipo che rimane sempre eguale a se stesso, imperscrutabile e sfingeo, possibilmente collocato (rappresentato) all'interno della sua stanza-santuario, nella quale (e solo di rado fuori da essa, ma la stragrande maggioranza del lavoro di investigazione si svolge dentro quelle quattro mura sacrali) si dispiega l'attiva d'indagine con i suoi risvolti deduttivo-abduttivi.
Ciò che piace di Bosch è il suo procedere attraverso le vicissitudini della vita, mantenendosi fedele alla sua mission che è quella di investigare e di assicurare i colpevoli alla giustizia.
Badiamo bene che l'apparato giudiziario-investigativo americano è totalmente diverso da quello della maggior parte dei paeisi europei, in cui le indagini partono dalla Magistratura inquirente di cui le forze di Polizia e i Carabinieri sono soltanto il braccio investigativo: ed è questa profonda diversità che rende autonomi i detective nella loro azione di ricerca-investigazione a rendere possibile che alcuni di loro possano assurgere al rango di eroi (per quanto umani, troppo umani) o a quello di canaglie: si veda, ad esempio, il recente romanzo di Don Winslow, Corruzione (The Force, nella traduzione di Alfredo Colitto, Einaudi Stile Libero, 2017) che illustra appunta l'ascesa e la caduta di un detective della polizia newyorkese (NYPD), uomo di punta della unità speciale "The Force", iastituita per lottare in alcuni distretti di New York contro alcuni reati maggiori, quali il traffico di droga e di armi.

(dal risguardo di copertina) Harry Bosch è nato con una missione, quella di cercare la verità e operare per la giustizia. Ma ora che è in pensione questi due obiettivi devono essere accantonati. È un nuovo capitolo della sua vita che si apre, un capitolo in cui è ancora più solo, anche perché sua figlia tra poco partirà per il college. Un capitolo in cui deve riempire le giornate e darsi uno scopo. E così Harry cerca di mettere in atto un progetto a cui pensava da tempo, quello di riparare una vecchia Harley-Davidson che stazionava nel suo garage.
Non ci riuscirà. Non perché gli manchi la capacità, ma perché il suo fratellastro, l'avvocato Mickey Haller, ha bisogno di lui. Un suo cliente, un giovane nero con un passato tumultuoso, è accusato di aver ucciso una donna, una funzionaria molto in vista della municipalità di Los Angeles. Ma Haller è convinto che non sia lui il colpevole e chiede a Bosch di portargli le prove della sua innocenza. Per Harry significa ricominciare a indagare, questa volta senza distintivo, senza il supporto di una struttura organizzata come quella della polizia, e soprattutto a favore della difesa, una mossa che non lo rende affatto felice. Si deciderà a farlo solo quando si rende conto che l'accusato è davvero innocente, e non sarà facile. Chi l'ha intrappolato, e perché? Harry non smetterà di scavare finché, in un crescendo ricco di suspense, porterà alla luce un intrigo brutale basato sulla avidità, il ricatto, la corruzione.

 

Michael Connelly

L'autore. E' una delle più grandi star della narrativa americana, Michael Connelly raggiunge il primo posto in classifica con ogni suo nuovo romanzo. I lettori italiani lo hanno accolto con entusiasmo fin dal primo libro pubblicato, Debito di sangue, da cui è stato tratto un film diretto e interpretato da Clint Eastwood. Poi hanno imparato a conoscere il detective Harry Bosch, indimenticabile protagonista di molti suoi thriller, tra cui Il ragno, vincitore nel 2000 del Premio Bancarella.
In anni più recenti, Connelly ha ideato un nuovo riuscitissimo protagonista, Mickey Haller, che svolge la sua attività dal sedile posteriore di una Lincoln, oltre che in tribunale, e che, nella riduzione cinematografica di The Lincoln Lawyer, ha il volto noto di Matthew McConaughey. Connelly è stato spesso in Italia, tra le presenze eccellenti di numerosi festival: il Festivaletteratura a Mantova, il Noir in Festival a Courmayeur, dove gli è stato conferito il Raymond Chandler Award, e il Festival Internazionale delle Letterature a Roma.
Nel corso del 2016 è stata trasmessa in Italia la serie televisiva intitolata a Bosch, di cui Connelly ha curato la sceneggiatura.
Il suo ultimo romanzo pubblicato è La strategia di Bosch.
Il passaggio segna il ventesimo "compleanno" di Harry Bosch.

 

Leggi il primo capitolo
 

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Libri e letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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