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15 aprile 2017 6 15 /04 /aprile /2017 11:28

La Costa Cremisi(Maurizio Crispi), La Costa Cremisi dell'affiatata coppia di scrittori Douglas Preston e Lincoln Child (titolo originale: Crimson Shore, nella traduzione di Elisa Finocchiaro; Rizzoli, 2016) contiene una nuova avventura dell'agente speciale FBI Aloysius Pendergast, che si presenta sin dal suo incipit come uno smaccato omaggio a sir Arthur Conan Doyle e al personaggio letterario da lui creato, cioè quello Sherlock Holmes, che gli diede una fama non desiderata rispetto al suo desiderio di essere cnsiderato uno scrittore non di genere.
L'avvio del romanxzo, infatti, e tutta la sua prima parte del plot si sviluppano esattamente sulla falsariga delle indagini del famoso investigatore, anzi del padre di tutti gli investigatori (preceduto soltanto dal meno noto Auguste Dupin di Edgar Allan Poe.
La coppia investigativa è, in questo caso, costituita dallo stesso Pendergast e dalla sua "pupilla" Constance Green (già al centro di precedenti avventure): i due si spostano in una remota località costiera del New England per indagare su di un furto di vini pregiati di proprietà di un rinomato scultore che si è ritirato a vivere nell'edificio ristrutturato di un vecchio faro.
Pendergast scopre rapidamente che dietro quell'evento apparentemente banale, si nasconde qualcosa d'altro che riconduce ad una storia vecchia di quasi un secolo riguardante il naufragio di un bastimento e la ricerca di un "tesoro" che su di esso veniva trasportato.
Ma, dietro a tutto questo, c'è qualcos'altro ancora che riconduce al passato torbido di un vecchio insediamento abitativo ora abbandonato e alle vicissitudini di una congrega di streghe che qui si era rifugiata.
Il romanzo che, nella prima parte, contiene in particolare uno smaccato omaggio a "Il Mastino dei Baskerville" di sir Arthur Conan Doyle, si sviluppa così in due tempi: quando sembra che la vicenda si sia conclusa ecco che si innesta in un'inestricabile concatenazione, il secondo livello che sembrerebbe condurre ad un livello "paranormale" e occulto, ad antiche storie di sabba delle streghe e a culti demonici che in questa zona, dopo i fatti di Salem, si erano insediati in un luogo protetto e recondito.
E, alla fine, quando - con la scomparsa in drammatiche circostanze di Pendergast - nelle acque tumultuose dell'Atlantico, il romanzo sembra concluso, si verifica un'improvvisa impennata che apre la via ad un possibile seguito.
E, in effetti, un seguito c'è: ed è "La Stanza di Ossidiana", uscito in traduzione italiana nei primi mesi del 2017 sempre per i tipi di Rizzoli che, probabilmente, stupirà il lettore con nuovi colpi di scena.
In ciò, l'opera narrativa in toto dell'affiatata coppia di scrittore si innesta direttamente nella narrativa popolare del genere "feuilleton", cioè del romanzo a puntate o, in lingua italiana, del "romanzo d'appendice" (il cui parente più stretto nell'era dei new media dedicati all'intrattenimento, attraverso il passaggio dalla fase - titpicamente nostrana - dei fotoromanzi,  è la fiction a puntate).
Qui, del romanzo d'intrigo poliziesco gli ingredienti ci sono tutti, ma non mancano nemmeno quelli del romanzo d'avventura, tutti sapientemente miscelati, ma si verifica anche un ritorno appena accennato e un poì in carta carbone alle venature horror di alcuni romanzi della coppia letteraria, "Relic" in testa.
La sovracoperta dell'edizione italiana rispetto al contenuto è lievemente fallace, in quanto propone al lettore la suggestione di un'antica storia di pirati, almeno datata al XVIII secolo, mentre trascura totalmente altri elementi che avrebbero avuto titolo ad entrare a far parte della grafica della copertina. A volte, ciò che ispira la scelta di una soglia del testo piuttosto che un'altra muove da esigenze puramente commerciali e non sempre chi si occupa della grafica ha "veramente" letto il libro a cui dovrebbe ispirarsi.
Preston&Child dopo incrsioni in vari generi si sono concentrati quasi esclusivamente su Pendergast, realizzando una saga interminabilie in cui altri personaggi interagiscono  (comparendo, scomparendo, ricomparendo) a seconda delle circostanze, in una litania avventurosa senza fine.
Il lettore vuole trovare in queste storie il mix tra ciò a cui abituato (con una serie di riferimenti costanti e stabili) e ciò che invece rappresenta il "novum" (assieme all'insolito, alo straordiario, condito con le spezie tipiche del thriller).
Si legge bene, ed è puro e spensierato intrattenimento.

(dal risguardo di copertina) L’agente Pendergast accetta un caso privato in apparenza molto semplice, ma ben presto si rende conto che le cose sono molto più complicate e sinistre di quanto si aspettasse. Insieme alla sua pupilla Constance Greene, parte alla volta della pittoresca Exmouth, una piccola città sulle coste del Massachusetts, per indagare sul furto di un’inestimabile collezione di vini. Nella cantina, però, avviene una scoperta inquietante: una nicchia murata che da lungo tempo custodiva uno scheletro. Pendergast e Constance si rendono presto conto che Exmouth è una cittadina dalla storia travagliata e oscura, e che quel ritrovamento è forse l’indizio di un crimine antico, tenuto nascosto per più di un secolo. Poi, un cadavere affiora dalle acque delle paludi; sul corpo della vittima una serie di misteriose incisioni, simboli ermetici che sembrano richiamare alla mente vecchie storie mai dimenticate sulle streghe di Exmouth.
Una leggenda locale narra infatti che, durante i processi di Salem del 1692, un gruppo di streghe fosse fuggito e giunto a Exmouth e qui, nel cuore più tenebroso delle paludi, si fosse stabilito dando vita a una nuova colonia dove continuare a praticare riti demoniaci.Un maleficio sembra aggirarsi per la sonnolenta cittadina di mare. E forse Constance, con il suo passato tormentato, è l’unica in grado di comprendere la portata del pericolo che lei, Pendergast e gli abitanti di Exmouth saranno costretti ad affrontare.

Gli Autori - Douglas Preston è uno scrittore statunitense, famoso per aver scritto bestseller appartenenti al genere techno-thriller e horror, alcuni scritti in collaborazione con Lincoln Child.
Lavora per le riviste «The Atlantic Monthly», «The New Yorker», «Harper's Bazar» e «National Geographic» dove pubblica articoli riguardanti l'archeologia.
Insieme a Lincold Child ha firmato successi come La stanza degli orrori, Ice Limit, Maledizione, Marea, Dossier Brimstone, Relic, Due tombe, La mano tagliata, Labirinto blu, La costa cremisi, La stanza di ossidiana. Il loro romanzo più venduto è "Il libro dei morti".
Dal 1978 al 1985, Preston ha lavorato come scrittore, editor e direttore editoriale per conto dell'American Museum of Natural History di New York.
In collaborazione con lo scrittore italiano Mario Spezi ha scritto sul caso del mostro di Firenze con "Dolci colline di sangue".
Attualmente vive nel Maine con la famiglia.
Lincoln Child (1957) è editor, saggista e scrittore americano. Molti dei suoi thriller sono stati scritti in collaborazione con Douglas Preston. Tra questi ricordiamo: L'isola della follia, Sotto copertura, Le porte dell'inferno, Labirinto blu, La costa cremisi.

Estratto di Lettura

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Libri e letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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