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20 aprile 2016 3 20 /04 /aprile /2016 16:54
Fratelli al cinema 3D

Fratelli al cinema 3D

A volte, mio fratello era davvero burbero e intrattabile.
Su alcune questioni si irrigidiva e non c'era verso di discutere e di ragionare.
Dopo la morte della mamma, abbiamo avuto un grande riavvicinamento e vissuto degli splendidi momenti assieme, anche se - a volte -  per le ragioni enunciate si determinanavano delle incomprensioni.
Salvatore, in maniera ancora più marcata dopo la morte della mamma, avrebbe voluto vivere una vita da anacoreta spartano, soprattutto per quanto riguardava òl'alimentazione.
Si creavano dei conflitti. Io mi sentivo responsabilizzato sorvegliare che si alimentasse in maniera adeguata, mentre lui cercava di tenere fede con caparbietà alla sua decisione.
Spesso discutevamo su questa faccenda e litigavamo anche.
Non so perchè fosse così rigido... O meglio lo so. Questa ed altre cose (come l'aderire a decisioni apparentemente irragionevoli) investivano dei campi in cui poteva esercitare la sua volontà di autodeterminazione che, tuttavia, a volte collideva con il principio dell'autoconservazione.
Io mi sentivo in dovere di spingerlo a mangiare, rispettando tuttavia la sua volontà di mangiare poco.
Facevo cucinare giornalmente, ma ero io a dovermene occupare (e tutto ciò che vi era connesso, come fare la spesa, decidere le pietanze etc), perchè a sentir lui era sufficiente mangiare "una patata bollita" a pranzo e a cena.
Condizione fondamentale era che io fossi presente al momento dei pasti, in modo da poter utilizzare dei piccoli trucchi (che poi erano gli stessi che usava la mamma per farlo mangiare un po' di più),

Salvatore CrispiE così andavamo avanti: la mia vita in quel periodo è cambiata molto proprio perchè io subordinavo l'architettura della mia giornata all'esigenza di essere presente ai pasti, mattina e sera.
E così andavamo avanti.
Il prezzo? Qualche lamentela da parte sua, qualche presa di posizione clamorosa, ma poi trovavamo sempre una via di mezzo che fungesse da crinale tra la sua volontà e la mia.
Ma, naturalmente, perchè tutto funzionasse bene era necessario che io fossi presente.
Quando ero in viaggio?
Inevitabilmente le cose cambiavano.
Lo scettro del comando passava pienamente a lui e si doveva fare come diceva a lui, anche se il suo carer aveva in parte appreso i miei metodi e anche lì si trovavano delle soluzioni di compromesso, ma pur sempre in minus rispetto a quando c'ero io.
Nel corso del tempo, Salvatore era forte dimagrito e, da che era robusto e pienotto, pesava quanto un fuscello.
Un'altra cosa su cui si manifestava il suo forte temperamento era quando, avvicinandosi delle ricorrenze che lo riguardavano, come il compleanno e l'onomastico o cert efestività in cui io cercavo di mantenere le consuetudini a cui la mamma teneva, mi proibiva con veemenza di fare qualsiasi cosa per lui e, soprattutto, di convocare amici e parenti per una cena assieme.
Presi ad organizzare degli "eventi" familiari di nascosto: di modo tale che poi la riunione familiare predisposta dovesse risultare una "sorpresa" per lui, davanti alla quale non c'era altre da fare che opporre un buon viso.
Prima di arrivare a questo stratagemma che, poi, a tutti gli effetti era un vero e proprio segreto di Pulcinella, perchè lui capiva tutto, ma - sornione - faceva finta di non sapere e di cascare dalle nuvole, avemmo su questo tema un clamoroso litigio che finì in una manifestazione irata da parte sua e nella mia ritirata, come spesso accadeva in simili circostanze.
Ma fu solo una ritirata strategica, poichè nelle ore successive - dopo una ponderata riflessione - gli scrissi una lettera e gliela feci trovare sul tavolo della sua stanza.
La lesse sicuramente, ma non mi disse mai niente: non parlammo di come accomodare le cose
Ma da allora, dopo la lettera, non ci furono più eclatanti discussioni.
Trovammo un punto di equilibrio e mi lasciò fare.
Eccola di seguito: la propongo adesso, perchè me n'ero dimenticato e mettendo ordine tra le sue cose, l'ho trovata in uno dei cassetti della sua scrivania.
Mi ha commosso il fatto che l'avesse conservata: evidentemente l'aveva letta, ci aveva riflettuto e l'aveva considerata una cosa da conservare, un'importante documento visto che di queste cose non parlavamo mai direttamente (ma più che altro per una lunga consuetudine familiare).

Tutti assieme riuniti in occasione del 90° compleanno della mamma.

Tutti assieme riuniti in occasione del 90° compleanno della mamma.

Caro Tatà,
Con tutto l'affetto che ci lega, non posso assolutamente essere d'accordo con quello che mi hai appena detto, proprio per niente.
Le ricorrenze hanno un senso, proprio perchè in quelle occasioni ci si manifesta reciprocamente l'affetto che si prova e le piccole cose celebrative che si fanno hanno un piccolo costo materiale ed un elevato valore simbolico.
E, proprio per questo, non sono inezie che si possano liquidare per l'esigenza di mantenere (motivati dalle circostanze) uno stile di vita sempre più quaresimale e penitenziale.
Viviamo assieme, consumiamo assieme i nostri pasti e condividiamo molte altre cose.
Io ritengo che le piccole ricorrenze vadano comunque celebrate: altrimenti c'è il rischio che, levando questo e quello, ci si ritrovi a vivere come in una tomba.
In più, ti diro una cosa: queste piccole celebrazioni sono un modo per ricordare nostra madre e farla vivere con noi.
FratelliNegli ultimi tempi, quando non aveva più le forze, mi diceva sempre: "Ricordati che domani è l'onomastico di Salvatore" oppure "Domani è il suo compleanno", "Comprami un regalino per l'onomastico di tuo fratello"!
E proseguiva, esortandomi: "Mi raccomando, pensaci tu che io non posso fare più niente".
Quindi, ricordarci delle ricorrenze e fare non quello che tutti fanno, ma il minimo che si possa fare, come spegnere una candelina oppure mangiare dei dolci e rendere così il giorno un po' più speciale è un modo di ricordare nostra madre e perpetuare la sollecitudine che, in tutti i modi, metteva in atto nei nostri confronti.
Altrimenti, non ha più senso nemmeno ricordarla con una messa mensile.
Quindi, non ti seccherai né ti arrabbierai, se procederemo nel consueto modo. Non fare niente del tutto, come tu chiedi, per me sarebbe tradire la memoria di mamma.
Con un abbraccio
maurizio

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Ricordi Salvatore Crispi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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