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23 marzo 2016 3 23 /03 /marzo /2016 01:28
Per tutto l'Oro del Mondo. Nel nuovo romanzo di Massimo Carlotto ritorna l'Alligatore, con una delle sue spregiudicate indagini

(Maurizio Crispi) Come dice il sottotitolo, "Per tutto l'oro del Mondo", ultimo romanzo di Massimo Carlotto (Edizioni E/O, Collana Noir, 2016), trova sviluppo un nuovo caso per l'Alligatore, ovvero per Marco Buratti, lo spregiudicato detective privato che agisce fuori dalle regole e senza licenza, con un passato burrascoso e con la capacità di muoversi agevolmente nel sottobosco criminale, principalmente veneto, fiancheggiato da due personaggi-aiutanti altrettanto spregiudicati e loschi, anche loro con un passato torbido e con delle conoscenze alqanto toste, Beniamino Rossini e Max la Memoria.

E' un nuovo caso per l'Alligatore, ma anche un ulteriore pezzo di vita di Marco Buratti e dei suoi due amici. Infatti, la vicenda prende l'avvio, pur senza un'immediata contiguità temporale, con la precedente avventura, La Banda degli Amanti (2015).
Anche qui, nella coda del romanzo, si accenna ad un ulteriore scontro con la raffinata mente criminale di Giorgio Pellegrino, principale "nemico" con cui confrontarsi in "La Banda degli Amanti". Che ciò sia preannuncio di un ulteriore capitolo della saga?

L'indagine "non autorizzata" questa volta conduce i lettori nell'intricato sottobosco (con le sue regole inderogabili) della criminalità che si muove nel mondo delle rapine "in villa", vittime i facoltosi residenti e del successivo riciclaggio dei preziosi sottratti.

In questa indagine tuttavia vi è un'anomalia, sulle cui tracce si mettono Marco Buratti&soci, in quanto il suo primum movens è una rapina a mano armata in una casa privata, terminata nel sangue e con una violenza inaudita e fuori dalle regole.

La vicenda è intricata e, benché il romanzo sia breve,occorre molta lucidità nel seguirla per raccapezzarsi tra i molti personaggi, alcuni dei quali hanno diverse facce e giocano sporco a diversi tavoli.

Nel frattempo, tra un'azione e l'altra, Marco persegue le sue passioni che sono il Calvados e il buon jazz: come esito di un'indagine commissionata da un marito geloso, si ritrova ad innamorarsi di Cora (la donna inizialmente oggetto della sua indagine) che cerca di compensare le sue insoddisfazioni di moglie, cantando jazz in un localino specializzato in questo genere di musica.

La storia, però, finisce e Marco Buratti, come sempre accade nella sua vita, con nostalgia dovrà passare oltre, in questo molto simile ad un personaggio chandleriano.

Stupisce e intriga in questo romanzo di Carlotto, come negli altri (specie quelli che hanno protagonista l'Alligatore) la profonda e documentata conoscenza del sottobosco criminale e delle sue molteplici sfaccettature che in ogni romanzo vengono trattate con un ìa competenza quasi monografica.

(dal risguardo di copertina) Una delle tante rapine nelle ville delle campagne del Nordest finisce in tragedia con un duplice e brutale omicidio. Nonostante gli sforzi, le indagini non portano a nulla. Due anni dopo Marco Buratti viene contattato per indagare sul crimine e scoprire i responsabili. Il suo cliente è giovane, il più giovane che gli sia mai capitato, ha appena dodici anni ed è il figlio di una delle vittime che lo ingaggia offrendogli venti centesimi di anticipo. Fin dall’inizio la verità appare sconvolgente e contorta, per certi versi inaccettabile. L’Alligatore e i suoi soci, Beniamino Rossini e Max La Memoria si ritrovano ben presto invischiati in una vicenda di oro e di vendetta che li obbliga a scontrarsi con bande di rapinatori e criminali insospettabili. Nulla è facile in questa inchiesta che si trasforma presto in una trappola infernale. Nessuno vuole pagare per i propri crimini, tutti vogliono arricchirsi mentre l’Alligatore e i suoi amici devono tutelare gli interessi del loro cliente.

Massimo Carlotto, con questo romanzo, affronta un tema scottante come quello delle rapine nelle ville, nervo scoperto di un intero territorio che spesso reagisce in maniera scomposta. Lo scrittore padovano propone un punto di vista inedito su dinamiche criminali e sociali che si intrecciano in spirali perverse.

Massimo CarlottoL'Autore. Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà 2008), L’oscura immensità della morte, Nordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006), La terra della mia anima (Premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah (2008), Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009), L’amore del bandito (2010), Alla fine di un giorno noioso (2011), Il mondo non mi deve nulla (2014), la fiaba La via del pepe (2014) e il romanzo La banda degli amanti (2015).

Sempre per le Edizioni E/O cura la collezione Sabot/age.

Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Mi fido di te, scritto assieme a Francesco Abate, Respiro corto, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara e Luz).

I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero. Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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