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18 febbraio 2016 4 18 /02 /febbraio /2016 23:39
Non urinate e non fate urinare su quei vasi!

(Maurizio Crispi) La lotta tra padroni di cani e cittadini senza cani è costellata di mille episodi in cui i cittadini senza cani fanno la parte dei moralizzatori, considerando le deiezioni canine dei fenomeni esecrabili da combattere in ogni modo.
Di recente mi sono imbattuto in un cartello che stampato al computer cameggiava su di un grosso vaso ornamentale, posto assieme al suo gemello ai due lati dell'ingresso d'un esercizio commerciale di Capo d'Orlando.

Cosa dice il cartello, redatto con i toni di una perentoria diffida?

Eccone il testo: "Avviso ai padroni dei cani. Si prega di non far urinare i propri cani sui vasi circostanti nel rispetto della buona educazione e igene [con la "i" - quest'ultima chiosa vergata a mano]".
Il più delle volte questi avvisi sortiscono un dirompente effetto esilarante e l'effetto a cui darei più spontaneamente corso sarebbe quello di essere io stesso a contravvenire all'esortazione.
Tanto più comico questo invito, in quanto l'intolleranza è indirizzata al piscio canino, con quell'invito perentorio a non fare mingere i cani "sui vasi circostanti".
Invito pleonastico poiché, se mai ciò accade, i cani potrebbero urinare nelle vicinanze dei vasi con piante ornamentali e mai su di essi. Per farlo, attenendosi semanticamente all'uso della preposizione "su" e varianti, i cani dovrebbero salire sui vasi stessi (almeno per com'era scritto, io mi sono prefiguarato torme di cani che zompano sui vasi per pisciare su e dentro di essi, facendoli diventare a tutti gli effetti dei corpi recettori fognari.
Cosa impensabile, del resto, perché i vasi in oggetto sono alti circa un metro.
Forse, considerando l'abitudine dei cani maschi di marcare il territorio sarebbe stato più appropriato dire "addosso" per non ingenerare confusione.
Qualche buon samaritano, inoltre, ha ritenuto opportuno la "I" che mancava all'appello nella parola "Igiene" posta a conclusione del perentorio invito che suona anche come una rampogna da chi si sente vilipeso e offeso da quegli innocenti schizzi di urina.
Inoltre, esiste anche la possibilità che vi siano cani randagi in giro e come la mettiamo con loro, senza padroni a condurli diligentemente al guinzaglio?
I cani sono attirati a lasciare la propia urina -anche poche gocce soltanto - laddove vi siano tracce olfattive di precedenti passaggi.
E, quindi, è inevitabile che i cani di casa a passeggio, anche quelli animati dalle migliori intenzioni e - per così dire - civilizzati, trovandosi di passaggio, non possano resistere a quell'ineffabile istinto che li spinge a spargere in giro gocce del proprio piscio, ma mai in modo casuale e piuttosto sempre in maniera mirtata (le potremmo chiamare le loro - a somiglianza delle bombe intelliggenti - pisciate intelliggenti), dove hanno il sentore di precedenti passaggi canini, in modo tale da tessere con quegli ora invisibili interlocutori (tuttavia olfattivamente presenti) un muto dialogo.
"Anche io sono passato da qua!"
"Quando domani tu ripasserai da questo sito, potrai leggere la traccia del mio recente passaggio".
"Non ci siamo incontrati di persona ancora, ma ti sto lasciando tutte le informazioni necessarie su di me, così la prossima volta potrai riconoscermi".
I cani - è risaputo - vivono delle propie puzze e dei propri odori, ma anche noi umani che siano fatti dalla stessa matrice e che abbiamo ricevuto un analogo imprinting nel corso dei millenni, abbiamo tuttavia perso le nostre capacità olfattive e l'abilità di utilizzare gli odori e gli effluvi corporei come linguaggio e come strumento di comunicazione.
La civilizzazione è passata attraverso l'archiviazione degli odori corporei, che sono stati rubricati come disdicevoli, grazie all'introduzione da parte della nascente industria cosmetica dei profumi, delle lavande, delle lozioni che, inizialmente nati e usati a profusione per occultare le puzze e l'immondo fetore della sporcizia di cropi e di panni di rado lavati, hanno finito per diventare emblema della nostra raffinatezza o per essere usati come strumento di seduzione.
E ciò ha messo tra parentesi prima e poi fatto cadere nell'oblio la nostra natura essenzialmente animalesca.
Quindi,per rispondere all'estensore dell'avviso, purtroppo - io credo - non si possa far nulla per evitare quegli incresciosi episodi, salvo a bandire del tutto i cani dai centri storici e dalle zone abitate.
E che dire dei gatti randagi che lasciano le loro tracce di pipì cariche di ormoni e delle deiezioni (cacate?) degli uccelli - specie piccioni, ma oggi anche gabbiani - che oggi spesso e volentieri piovono dall'alto dei nostri cieli metropolitani?
Non abbiamo scampo da tutto questo salvo a volere procedere con tagli di forbici e colpi di penna per abolire del tutto il mondo naturale e vivere in una dimensione asettica di plastica, senza odori molesti.
Ma ricorderei anche che senza gli odori molesti in sottofondo non potremmo godere dei buoni odori, di quelli che ci fanno andare in solluchero o quelli che ci fanno andare in visibilio perché evocano in noi celestiali visioni o attivano desideri.

Un'ultima cosa: il titolo che è venuto fuori a posteriori mi è sembrato molto divertente, perché mi ha fatto pensare agli slogan elettorali d'un tempo urlati attraverso un megafono da una scassata Seicento (o vetture similari) che andava in giro per le strade delle città o delle campagna invitando a votare questo o quel candidato, sulla base del fatto che, in un'epoca ancora di dominante illitterazione, la ripetizione vocale ossessiva avrebbe finito con il piantare come chiodi quei nomi nei cervi degli elettori più spprovveduti.

Votate e fate votare Casimiro Catorcio!

Ma qui - per assonanza  e associativamente - sconfiniamo un altro tema che, eventualmente, potrà essere oggetto di un nuovo post.

Non urinate e non fate urinare su quei vasi!

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Avvistamenti e panchine Riflessioni
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commenti

Frammenti e Pensieri Sparsi 02/19/2016 09:45

Sì, certo, è ovvio! Ma quello che io volevo sottolineare è l'involontaria e inattesa comicità che scaturisce da certe iniziative.

Ferruccio 02/19/2016 08:55

Caro Maurizio. Il problema non sono i cani che sono animali e da tali si comportano, come i piccioni e come i gatti randagi. Il problema sono i padroni, animali anche loro ma che spesso si comportano da bestie...

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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