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20 febbraio 2016 6 20 /02 /febbraio /2016 23:36
Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano
Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano
Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano
Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano

(Maurizio Crispi) Camminare nei terreni retrostanti a Villa Lampedusa attorniati dai monti della Conca d'Oro, come se fossimo nel Giurassico: questa una delle più intense emozioni che attende i visitatori della mostra dei dinosauri animati che si intratterà a Palermo sino a tutto giugno 2016 (Dinosauri. Parco tematico a Palermo).

Il parco tematico è stato allestito negli ampi terreni che contornano Villa Lampedusa (via dei Quartieri, 104), la residenza estiva "ai colli" del Principe di Lampedusa, autore de "Il Gattopardo", con la vicina torre d'acqua, la più alta, forse, nel Palermitano e in tutta la Sicilia e, soprattutto, in ottimo stato di conservazione.
In un ampio terreno in parte incolto, ma verdeggiante, sono state disposte ventiquattro creature in grandezza naturale, alcune davvero enormi che si stagliano tra uno skyline di condomini urbani che creano uno strano contrasto tra modernità e passato e le caratteristiche gibbosità della forma allungata di Monte Pellegrino che potrebbe peraltro essere lui stesso un'enorme creatura giurassica dormiente o pietrificata in posa accucciata. Già viste da lontano questi esemplari incutono sgomento, anche perchè si può sentire provenire dal loro assemblamento un coro di discordanti note fatto di scricchiolii, ruggiti, barriti, strida e sibili. E le creature si muovono anche, oscillano sulle tozze gambe, le casse toraciche si gonfiano e si sgonfiano, aprono bocche enormi armate di denti formidabili o di piastre ossee adatte alla masticazioni di materiali erborei.
Si ha quasi la sensazione di respirare con loro e, in diversi momenti nel corso della vita, si vive una sensazione di estraniamento.
Al tatto la pelle che li riveste é fredda (e cià crea un ulteriore effetto-verità) e nello stesso tempo con una consistenza attaccaticcia e morbida, non dura e coriacea come ci si aspetterebbe (e ciò dipende dal fatto che questi esseri sono realizzati con involucri di lattice montati su intelaiature metalliche articolate).
Accanto a molti di loro ci si sente pigmei minuscoli e impotenti: e ci si chiede cosa sarebbe divenuta la Terra, se tutti i dinosauri non fossero andati incontri ad una repentina estinzione
I 24 esemplari esposti costituiscono una formidabile rassegna delle principali specie di dinosauri estinte che - come forma di vita dominante - popolarono la Terra, dalla fine del Triassico, per tutto il Giurassico sino al Cretacico,  da sempre alimentano la fantasia dei più piccoli (anche per via del mistero della loro repentina - rispetto alla lunghezza delle ere geologiche - scomparsa) e, con loro, degli adulti: e gli esemplari più rappresentativi, quelli che sono a tutti gli effetti le icone più cogenti del mondo dei dinosauri ci sono proprio tutti: ovviamente, il più imponente e temibile è il gigantesco Tirannosaurus Rex, fiancheggiato da altri carnivori di stazza minore ma non meno temibili, accanto ad altri imponenti esemplari appartenenti alle specie erbivore, non meno impressionanti.
Tutti noi abbiamo amato i dinosauri, affascinati dal mistero della loro presenza slla Terra e dalla loro repentina scomparsa: un mistero che fa sì che i dinosauri, creature terribili e ominose anche soltanto per le loro dimensioni, possano albergare così tenacemente nell'immaginario collettivo, tanto da alimentare sogni di scrittori che ipotizzano che essi non si siano mai estinti del tutto e che siano rimasti a vivere e a moltiplicarsi in qualche valle isolata (come è nel caso de "Il Mondo Perduto" di Arthur Conan Doyle o anche nell'isola dimenticata e fuori da ogni mappa dove gli arditi esploratori incontrano la scimmia gigante, King Kong) oppure le visioni più recenti e tecnologiche sviluppati da Michael Critchon in un suo romanzo - Jurassic Park e il relativo seguito Il Mondo perduto - in cui al di là del discorso sui dinosauri si tratta del tema della complessità e di come la violenza demiurgica dello scienzato nel riportare in vita specie estinte possa portare ad errori di valutazione e a impossibili semplificazioni - trasposto poi in film da Steven Spielberg con una serie di fortunati sequel.
Oppure potremmo citare nell'ambito dei film d'animazioni la fortunata serie di Piedino il Dinosauro (Alla ricerca della Valle Incantanta, 1988), l'innovativo Dinosaurs (Dinosauri, 2000) della Disney che racconta una grande migrazione dopo la catastrafe sino a giungere ai favolosi "Terreni di Cova" preconizzazione in fondo dell'opera visionaria di Conan Doyle, sino ad arrivare al recentissimo "Il Viaggio di Arlo" (2015) in cui si ipotizza un mondo totalmente diverso in cui i dinosauri non si sono estinti ma sono diventati la specie dominante, sviluppando intelligenza e linguaggio. Rimane senz'altro un'anomalio in questo panorama letterario e cinematografica di cui sto offrendo solo una velocissima carrellata "Dinotopia", bellissimo esemplare di narrativa accomagnate da splendide illustrazioni policrome a piena pagina, in cui si ipotizza invece un universo alternativo in cui uomini e dinosauri convivono e dove, in particolare, questi ultimi sono al servizio degli uomini per le loro più disparate esigenze (mezzi di trasporto, animali da soma etc.).

I dinosauri vengono guardati con simpatia e con affetto, talvolta anche con sgomento, per via di questa loro diffusa presenza nella letteratura e nella cinematografia: si potrebbero quasi considerare come degli archetipi di un passato lontano dal quale noi stessi proveniamo, ipotizzando che la nostra crescita come specie sia stata resa possibili proprio dall'estinzione di quegli esseri che per tutto il Giurassico e il Cretaceo erano stati dominanti.

Ecco, questa esibizione di Dinosauri animati ci riporta per un attimo alla magia de "Il Mondo Perduto" e alle sequenze mirabili, anche se, a volte, crudamente e crudelmente tragiche, della serie di Jurassic Park di Spielberg.
Non a caso, poichè sembra che questi modelli in scala naturale siano stati realizzati da una ditta cinese che ha utilizzato in parte la tecnologia di realizzazione che ha reso possibile i tanto realistici film di Steven Spielberg.
Nel corso della visita è possibile usufruire di efficaci pannelli esplicativi, ma - nello stesso tempo - ogni gruppo di viistatori viene accompagnato attraverso il parco da una guida che illustra a voce le caratteristiche salienti di ogni esemplare, rispondendo nello stesso tempo alle domande curiose dei più piccini.

Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano
Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano
Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano
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Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano
Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano
Dinosauri a Palermo. Il fascino sempreverde dei Dinosauri che ci parlano di un passato lontano

(Dal sito web) Il termine Dinosauro, coniato dal paleontologo inglese Richard Owen nel 1842, indica un gruppo di rettili di varie dimensioni che dominarono l’ecosistema terrestre circa 65.000.000 di anni fa. Il Parco Tematico Dinosauri a Palermo, racconta lo studio dei dinosauri in continua evoluzione.
Ad oggi si conoscono circa un migliaio di specie di dinosauri e mediamente ogni due settimane viene fatta una nuova scoperta.
Le ricostruzioni che troverete nel Parco Tematico Dinosauri a Palermo constano di ventiquattro esemplari animati, a grandezza naturale dotati delle ultime novità in campo tecnologico e di nuova generazione, realizzati con i colori che si ritiene possano aver avuto, si stagliano in tutta la loro imponenza nel verde del parco di Villa Lampedusa, protagonisti del viaggio in un tempo lontano decine di milioni di anni.

Il parco di Villa Lampedusa – è la famosa villa del Gattopardo – rappresenta a Palermo un’oasi di pace immersa nella natura incontaminata, tra ulivi, mandorli, agrumi e frutteti; nell’area antistante le Ex Scuderie si erge l’antica “torre dell’acqua”, 27 mt. , la più alta della Sicilia.

L’iniziativa Parco Tematico Dinosauri a Palermo rappresenta un’importante occasione per la città di Palermo volta ad offrire un progetto a carattere didattico e di edutainment (ovvero intrattenimento educativo), realizzato con risorse esclusivamente private coordinate nella produzione dall’Associazione Osservatorio della Politica Turistica del Mediterraneo di Palermo in partnership con la Fondazione DNArt di Milano.

Il progetto Dinosauri a Palermo trova nella collaborazione con la Direzione di Villa Lampedusa una location storica e suggestiva che valorizza al meglio la possibilità di fruizione del Parco per i visitatori della Sicilia Occidentale.

Il Parco Tematico Dinosauri a Palermo prevede, oltre alla visita e conoscenza di ben 24 esemplari di dinosauri animati anche l’opportunità di partecipare al laboratorio didattico e ai percorsi di gusto.

Per maggiori informazioni visitate la sezione biglietti.

Il Parco Tematico Dinosauri a Palermo è all’aperto in una area riservata di oltre 1000 mq.

Le foto che corredano il presente articolo sono state tutte realizzate da Maurizio Crispi

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Eventi - arte - cultura e spettacoli
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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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