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25 dicembre 2015 5 25 /12 /dicembre /2015 22:52
Panchine della desolazione a Palermo
Panchine della desolazione a Palermo
Panchine della desolazione a Palermo
Panchine della desolazione a Palermo

(Maurizio Crispi) Le panchine a Palermo non sono certamente in cima ai pensieri degli amministratori della città.
Se occasionalmente ne vengono collocate di nuove, non si fa certamente per la manutenzione di quelle preesistenti.
Sembra quasi che le panchine dei parchi o quelle che adornave le pubbliche vie e piazze non meritino attenzione alcuna.
Quasi che ese debbano vivere una vita propria, dalla giovinezza della loro messa a dimora alla vecchiaia e alla morte, senza mai potere usufruire di interventi di ripristino.

Ma, per la maggior parte, la speranza di vita é breve, mentre in altri luoghi è possibile di certo sperimentare il brivido di sedersi su panchine ultracentenarie.
Le azioni deleterie cui le panchine panormite sono sottoposte sono molte ed inimmaginibili per qualsiasi altra persona che viva in altri luoghi, dove le panchine sono considerate dei beni pubblici e, pertanto, rispettate come tali.
Oltre al degrado causato dagli eventi atmosferici, ci sono infatti le continue azioni di vandalismo che ne minacciano l'incolumità, ma anche - secondo me - quella ben più vile del loro asporto per altre destinazioni quali potrebbero essere giardini e piccole oasi private (quest, almeno, la mia fantasia).

Mi esercito costantemente nell'osservazione di ciò che ricade all'interno dei confini dei miei modesti orizzonti, supponendo peraltro che ciò che si verifica possa essere isomorfico rispetto ad una più vasta realtà, con degli schemi micro-ricorsivi che si ripetono in scala più ampia.
Percorendo Villa Sperlinga e gli altri piccoli parchi della mia zona il leit motif è sempre identico. Panchine costruite con solidi materiali (come possono essere la pietra e il ferro) che vengono sfregiate, fatte a pezzi o vandalizzate o che, semplicemente, dall'oggi al domani scompaiono senza lasciare traccia, se non delle zone più pallide nel terreno dove erano ancorati i loro plinti.

Chi si trovasse a fare un giro per Villa Sperlinga, avrebbe modo di notare - osservando attentamente - che delle belle panchine di pietra ne sopravviva soltanto - ad occhio e croce - il 60 per cento. Le altre sono tutte andate (ma della loro esistenza sono rimaste delle visibili tracce sul terreno. Chi sa, nota la loro mancanza.
Perchè? E perchè poi, nessuno fa mai nulla per ripristinarle?
In un altro giardinetto vicino a casa mia, intitolato al tenente Colonnello Giuseppe Russo, ucciso dalla mafia, oltre alle panchine di pietra, ce n'era una piccola moltitudine allocate lungo il percorso perimetrale, in un luogo ombreggiato e favorevole alla sosta.
E di queste, come mostra una delle foto che corredano il post, ne è rimasta una sola: tutte le altre panchine germane prima furono vandalizzate (benchè di ferro) e, una dopo lìaltra, le loro vestigia sono scomparse.
Al posto loro perenni distese di rifiuti cartacei, bottiglie vuote e lattine di bibite varie, il tutto frammisto alle deiezioni canine..
Proprio qui, lungo questo vialetto un tempo ameno, bisognerebbe collocare una lapide per celebrare festosamente l'inettitudine degli Amministratori di questa città.
La bravura e la rettitudine di chi amministra la Cosa Pubblica non si evidenziano nella capacità di varare grandi e dispendiosi progetti, ma nell'essere capaci - in primo luogo - di gestire e di mantenere quello che c'è, anziché lasciarlo andare penosamente in rovina.
In un Inferno Dantesco dove li potremmo mettere questi Amministratori inetti (e forse anche ignavi)?
Rispondetemi voi...

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Avvistamenti e panchine Luoghi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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