Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
10 ottobre 2015 6 10 /10 /ottobre /2015 07:07
Le sedute odontoiatriche non sono mai rose e fiori ( specie se l'inconscio ci mette lo zampino...)
Le sedute odontoiatriche non sono mai rose e fiori ( specie se l'inconscio ci mette lo zampino...)
Le sedute odontoiatriche non sono mai rose e fiori ( specie se l'inconscio ci mette lo zampino...)
Le sedute odontoiatriche non sono mai rose e fiori ( specie se l'inconscio ci mette lo zampino...)
Le sedute odontoiatriche non sono mai rose e fiori ( specie se l'inconscio ci mette lo zampino...)

Il mio rapporto con il Dentista, inteso come figura archetipica, è stato sempre problematico.

In passato, specialmente.

Più volte ho abbandonato il campo, perché ne ero spaventato e, per lungo tempo, evitavo successivamente di frequentare gli Studi dentistici.

Ma, per necessità di cose, ho sempre dovuto riprendere, sempre alla ricerca del mio Dentista ideale. Detto tra parentesi; nella mia prossima vita voglio nascere con un corredo già precostituito di denti denervati al titanio.

Anni addietro, quando ero proprio all’inizio del mio percorso di psicoanalisi, andai dal Dentista di allora. E questo andare era sempre accompagnato da una notevole ambivalenza e da una grande sofferenza interiore: mai che fosse una passeggiata. In quella seduta, ci fu qualcosa che mi turbò. Forse fu la procedura dell’anestesia, forse fu un odore di disinfettante più forte del solito: fatto sta che cominciai a sudare freddo, ad avvertire una sensazione di nausea, e ad avere il polso piccolo e frequente.

Io dal dentista, in sala d'attesa. La mia espressione non è una delle più feliciSi dovettero temporaneamente fermare le successive fasi estrattive: ed io - per evitare il collasso - dovetti stare a lungo con la testa tra le gambe.

Per quella volta me ne andai con un nulla di fatto (o forse l’operazione si fece egualmente, adesso non ricordo): ma, in ogni caso, quell'esperienza mi lasciò con un forte senso di disfatta e di incapacità. La sensazione di non “essere forte” in circostanze che richiedevano una dose in più di coraggio e di capacità di sopportazione del dolore.

L’indomani affrontai la mia seduta di psicoanalisi con il rimpianto ed insuperabile Francesco Corrao, nel corso della quale vennero fuori degli aspetti interessanti.

Il giorno che precedeva la seduta estrattiva mi ero trovato a guardare alcune sequenze del film di Joseph Losey (1972) che racconta L’assassinio di Trotsky, (avvenuto come è noto nel 1940, in Messico, dove il rivoluzionario russo si era ritirato in esilio)

Rimasi particolarmente sconvolto dall’immagine cruenta dell’attentato che portò Trotsky alla morte: come è noto, il suo sicario (presentatosi inizialmente come amico e rivoluzionario espatriato), dopo aver ottenuto la sua fiducia, lo colpì in piena testa con una piccozza. E il film nella sua sequenza clou presentava proprio questo evento, in tutto il suo realismo (piccozza piantata al centro della fronte, sangue rutilante che sgorgava dalla ferita profonda etc).

Io, turbato da una simile visione, avevo immediatamente cambiato canale, non intenzionato in alcun modo ad espormi ad ulteriori sofferenze.

Le immagini perturbanti - con tutto il loro potere intatto - furono immediatamente rimosse, ma riemersero il giorno dopo nel corso della seduta odontoiatrica, senza che me ne rendessi conto: vennero recuperate soltanto nel corso della seduta di psicoanalisi.

In sostanza, mi ritrovai a sperimentare un vero e proprio attacco di panico, in cui la figura del dentista e quella del sicario di Trotsky si congiungevano e in cui gli attrezzi da lavoro odontoiatrico e la piccozza dell’assassino si equivalevano. Il Dentista si trasforma da figura benevola in personaggio sadico, violento e crudele, come un padre divoratore dei suoi figli: e, alle spalle del sicario inviato ad uccidere in modo barbaro Trotsky, come punto di congiunzione, si staglia - altrettanto inquietante il sadico dentista, impersonato da Laurence Olivier che, nei panni del criminale nazista Szell dagli azzurri occhi di ghiaccio (conosciuto - tra le sue vittime dei lager - come l'"Angelo bianco") tortura con i suoi ferri del mestiere di odontoiatra Babe, il “maratoneta” (interpretato da un giovanissimo Dustin Hoffmann), ponendogli insistentemente ed ossessivamente la domanda “E’ sicuro?” (vedi la sequenza clou del film e leggi un mio precedente post, del 2009, dal titolo, “Il Maratoneta": un vero film cult da rivisitare, di tanto in tanto”).

Recentemente, proprio pochi giorni fa, lo stesso fenomeno si stava verificando nuovamente, mentre ero sotto le mani benevole e sapienti del mio amico Pippo. Questa volta il trigger è stato un odore di sostanze chimiche più intenso del solito: e subito dopo si è presentata quell’immagine (Trostsky con la piccozza piantata nella testa). E mentre ciò avveniva, ho avvertito i primi sintomi d’un incombente attacco di panico.

Questa volta, tuttavia, approfittando della pausa necessaria perché l’anestetico locale facesse effetto, ho detto a Pippo ciò che stava succedendo, riconnettendolo a quanto era già accaduto in passato. E ci siamo, ovviamente, fatti quattro risate: ma ciò è stato sufficiente per depotenziare i sintomi e per levare alla rappresentazione la sua forza maligna.

In fondo, la resistenza mentale alle situazioni di stress dipende dalla capacità di tenere sotto controllo il ritorno perturbante del rimosso oppure, semplicemente, dalla piena consapevolezza di ciò che sta accadendo dentro di noi. Ovviamente, se io non fossi passato attraverso l’esperienza della psicoanalisi non avrei raggiunto mai questa capacità di prendere le distanze dagli eventi perturbanti, per poterli esaminare e dire: “Ecco, questo è quello che sta succedendo”.

Immagini archetitpiche perturbanti riemergono spesso nei momenti di maggiore stress e, bisogna averne contezza, per poterle dominare.

E questo è uno dei pilastri su cui si fonda, sicuramente, un buon livello di resilienza.

La sequenza cluo nel film "Il Maratoneta": "E' sicuro?"

The Aaasination of Trotskij (1972, Joseph Losey), the full film

Condividi post

Repost 0
Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Note di diario Ricordi
scrivi un commento

commenti

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth