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10 settembre 2015 4 10 /09 /settembre /2015 05:54
La Mano. Un'inchiesta del commissario Wallander che affonda le sue radici nella storia

(Maurizio Crispi) La Mano (Handen, nella traduzione di Laura Cangemi, pubblicato da Marsilio, collana Farfalle, 2014) di Henning Mankell si presenta più come un racconto lungo che non un romanzo: i lettori appassionati delle indagini di Kurt Wallander, abituati a testi solitamente lunghi e corposi, rimarrano spiazzati dalla telegrafica brevità di questa storia breve.

La ragione della brevità la si ritrova nella postfazione scritta dallo stesso Mankell.
"Questa storia fu scritta diversi anni fa - avverte lo scrittore - In Olanda era stato decisoche, in un certo mese dell'anno,achi avesse comprato un poliziesco venisse regalato un libro. l'idea era buona: avvicinare più persone alla lettura. (...) Quando, di recente, è stata lanciata l'idea di un catalogo retrospettivo di tutti i miei racconti su Wallander, ho pensato che fosse l'occasione giusta per ripubblicare questo libro 'olandese'".

C'è nell'intrecio una certa ironia di fondo, nel fatto che anche quando è in cerca di evasione e finalmente di un posto per riposare in campagna, i detective di una vita viene perseguitato il suo lavoro.
E proprio nel giardino di una casa che è andato a visitare, incerto se acquistarla (ma sembrerebbe ben intenzionato, questa volta) una mano scheletrita affiora dalla terra, suggerendo che proprio qui si è un consumato un delitto in un lontano passato.

L'istinto del poliziotto è troppo forte: Wallander non si fa pregare e dà inizio ad una campagna di indagini, a partire dall'esame degli archivi storici del catasto per capire attraverso quali mani sia passata la proprietà della casa in un lontano passato.

E, alla fine, le indagini saranno coronate dal successo.
Ma l'etica del recensore impedisce, ovviamente, di anticipare come ciò avvenga.

Godibile e ben scritto, come del resto sono tutti i romanzi di Mankell, anche quelli non polizieschi.

(Dal risvolto di copertina) Una grande sorpresa per i suoi milioni di fan nel mondo, ancora in lutto per la conclusione della sua celebre serie poliziesca: il commissario Wallander torna in una breve e avvincente indagine inedita!
"Questa storia fu scritta diversi anni fa. Cronologicamente si colloca prima di L'uomo inquieto, l'ultimo della serie. Non esistono altre storie di cui Kurt Wallander sia il protagonista" - afferma Henning Mankell nella postfazione.
Kurt Wallander potrebbe finalmente realizzare uno dei suoi vecchi sogni e trasferirsi in una casa di campagna, fuori Ystad. Un giro di ricognizione del giardino lo porta però a fare una macabra scoperta: dal terreno spunta lo scheletro di una mano umana. A chi apparteneva? Da quanto tempo quel corpo è sepolto in quel giardino? Nei poderi lì intorno, non c'è nessuno in grado di fornire una spiegazione.
Con l'aiuto dei suoi colleghi e di Linda, la figlia da poco entrata in polizia, Wallander deve scavare indietro nel tempo e cercare di ricostruire la storia di una morte oscura. Una tragedia dove innocenza e colpevolezza non sono nettamente distinte.
I romanzi di Mankell sono tradotti in più di 40 lingue e hanno venduto nel mondo 40 milioni di copie

"Wallander è tra i personaggi più riusciti del poliziesco contemporaneo" (The Times Literary Supplement).

Henning MankellL'autore. Henning Mankell (1948) è l’autore svedese più tradotto nel mondo dopo Stieg Larsson: più di quaranta lingue per oltre quaranta milioni di copie. Di recente, il suo commissario Wallander, protagonista di una delle più celebri serie poliziesche di tutti i tempi, ha conosciuto ulteriore fama grazie alla serie televisiva prodotta dalla BBC, protagonista Kenneth Branagh, in Italia in onda sulla Effe.

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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