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18 agosto 2015 2 18 /08 /agosto /2015 07:36
Blackout. Un romanzo che prospetta il collasso delle reti energetiche mondiali

(Maurizio Crispi) Da molti Marc Elsberg è stato definito, non a caso, il "nuovo" Frank Schätzing: in Blackout (pubblicato nella traduzione di Roberta Zuppet, dalla Editrice Nord nel 2013) si tratta in modo intelligente e documentato un tema catastrofista che prospetta una situazione non lontana dal vero e, di fatto, possibile: quella del blackout totale delle reti energetiche europee e del Nord America, come effetto di un attacco ecoterroristico su larga scala, promosso da fanatici che desiderano ristabilire un modo di vivere rispettoso dei valori della natura e dell'ambiente.

Il romanzo, con continui cambi di scenario che mettono il lettore in contatto con la globalità della catastrofe, racconta i tormentosi 15 giorni di blackout energetico, illustrando in modo quasi didascalico tutte le conseguenze a catena che si scatenerebbe con la mancanza radicale della corrente elettrica e mettendo in primo piano le "debolezze" dei cosiddetti "contatori intelligenti". Con l'ipotesi suggestiva che le reti energetiche funzionano se c'è un flusso costante di energia elettrica e il suo continuo consumo: bloccando i terminali periferici, si creano a monte dei sovraccarichi ingestibili che portano al collasso delle centrali e dei luoghi di produzione dell'energia elettrica.
La storia tiene il lettore con il fiato sospeso, in attesa che gli "eroi", per mezzo di strumenti informatici riescano a mettersi sulle tracce degli artefici del black out: sarà per una volta uno scansato pericolo per l'Umnaità, ma sino a quando?
E intanto lo invita a riflettere sulle debolezze e sulle fragilità del nostro sistema energetico e su quanto il nostro dispendioso modo di vivere sia diventato dipendente da fonti energetiche non rinnovabili.
E quando un romanzo stimola nel suo lettore delle riflessioni e lo porta a documentarsi e a fare degli approfondimenti, ha pienamente centrato il suo obiettivo.
"Blackout": curiosamente ho scelto di iniziare questo libro tra quelli di casa in stand-by, proprio nel giorno della morte di Tatà: potenza evocativa del titolo.
Anche i percorsi che ci portano a leggere un libro piuttosto che un altro hanno i loro perché.
Curiosità: da non confondere con il romanzo omonimo di Gianluca Morozzi, di tutt'altro argomento (thriller con elementi horror), pubblicato nel 2004 da Guanda e di recente ripreso in economica da Tea.

(Dal risguardo di copertina) Un semaforo che smette di funzionare all’improvviso, una frenata brusca, poi il vuoto. Quando Pietro Manzano si risveglia al pronto soccorso, ricorda poco di quanto è successo. Una sola cosa è certa: non è l’unico a essere rimasto coinvolto in un incidente d’auto per via di un guasto alla rete elettrica. Tutta Milano è al buio. E, nel giro di poche ore, inizia a circolare la notizia che il blackout coinvolge l’intera penisola e che, come un’inarrestabile marea nera, si sta propagando anche in Austria, Germania, Francia… È come se un intero continente si stesse «spegnendo». Da ingegnere informatico, Piero intuisce subito che non può trattarsi di un banale malfunzionamento e, una volta tornato a casa, trova un’agghiacciante conferma ai suoi sospetti: è stato diffuso un virus che ha mandato in tilt tutti i contatori della città. Tuttavia, non appena si mette in contatto con le autorità, Piero si scontra con un muro di diffidenza e scetticismo. Anzi, da quel momento, la polizia comincia a pedinarlo, quasi fosse lui il responsabile del sabotaggio. E, in breve, Piero si rende conto del perché: qualcuno si è introdotto nel suo account di posta elettronica e ha mandato alcune e-mail a dir poco compromettenti. Determinato a provare la propria innocenza, nonché a smascherare il vero colpevole, a Piero non rimane altra scelta che farsi strada attraverso un’Europa ridotta in ginocchio dalla mancanza di energia, dove il pericolo è in agguato dietro ogni angolo, nascosto nelle tenebre del blackout…
Acclamato da critica e pubblico come il nuovo Frank Schätzing, in questo romanzo Marc Elsberg prefigura uno scenario tanto realistico quanto inquietante ma, soprattutto, ci pone una domanda cruciale: senza energia elettrica, quale sarebbe il destino della civiltà occidentale?

Di Blackout hanno detto
«Un romanzo emozionante e terribilmente realistico!» (Bild der Wissenschaft)
«Mark Elseberg riesce a fondere realtà e finzione con rara maestria» (Handelsblatt)
«Blackout è così coinvolgente che, mentre lo leggevo, non potevo fare a meno di chiedermi: ’Avrò abbastanza candele in casa?’ Non si sa mai…» (Münchner Merkur)
«Una trama ricca di suspense e di colpi di scena che vi terranno col fiato sospeso dall’inizio alla fine» (Die Welt)

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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