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15 giugno 2015 1 15 /06 /giugno /2015 11:29
Peregrinazioni nei nostri luoghi oscuri

Peregrinazioni notturne

Non sapere dove andare,

nelle tenebre che ci avvolgono

in una coltre

Gli oggetti non parlano più,

da quando la magia li ha lasciati

e sono opachi agli occhi e al cuore

Lo sciabordio dell'onda,

il pigolio delle rondini che inizano a scaldarsi

prima dei voli mattutini di caccia,

il lamento straziante del gabbiano senza riposo

il profumo della zagara

e delle foglie di eucalipto cadute anzitempo

il brusio molesto della radio accesa H24

il cazzo mordace, gonfio di voglie

i labirinti senza uscita in cui si procede alla cieca,

senza mai avere una visione d'insieme,

la solitudine impareggiabile

Tutto si dissolve al mattino,

sfocandosi negli obblighi impellenti del work-of-the-day,

Sono già morto forse,

anche se l'atroce illusione è di essere ancora vivo

La morte è nell'assenza di desiderio,

quando si è solo simulacri ambulanti,

in attesa di dissoluzione

Nella notte si muovono cose

scricchiolano e gorgogliano i muri

e oscure presenze strisciano fuori

dagli anfratti

Di questi movimenti

si può soltanto ascoltare la progressione,

esserne testimoni, senza potere (o volere) interferire,

mentre i secondi e i minuti scorrono,

dilatati

Ogni notte, trascorro le ore con gli occhi aperti

le pupille dilatate

il cuore che batte forte, in gola

la paura che mi tiene desto

è ad un tempo carburante per il mio motore interno

E' la paura ancestrale dell'uomo che,

per passare la notte irta di pericoli,

si rifugiava nelle caverne,

appena illuminate dalla luce tremolante dei fuochi di bivacco,

temendo, ancor più delle minacce provenienti da fuori,

quelle oscure - striscianti ed innominabili - che potevano arrivare

dalle profondità contorte e non esplorate

del loro stesso riparo

E' la paura del predatore che vive nascosto

nei nostri luoghi oscuri

Poi, con la luce del giorno tutto si dissolve,

anche se, a ricordare i fantasmi notturni,

rimane perturbante,

forse malevolo,

quel pulviscolo che danza nell'aria,

illuminato dalla luce sghemba del primo raggio di sole

Peregrinazioni nei nostri luoghi oscuri

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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