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19 giugno 2015 5 19 /06 /giugno /2015 17:44
Il fascino discreto dei fiori caduti
Il fascino discreto dei fiori caduti

(Maurizio Crispi) I fiori caduti dall'albero o dalle piante arbustive hanno un loro fascino discreto, anche quando hanno cominciato a decadere e ad appassire..

Un fascino, forse, ancora più intenso, di quando ancora turgidi e vividi nei loro colori se ne stanno sui rami che li hanno generati.

Quei fiori, quando - una volta a terra - si fanno un po' vizzi e cominciano ad incartapecorirsi, hanno un fascino che deriva dall'accoppiamento tra bellezza e caducità.

Ci ricordano che la bellezza è, in sé, caduca, uno stato assolutamente transitorio nel ciclo della vita ed è sottoposta alle leggi irreversibili del tempo che scorre.

La bellezza dei fiori - dobbiamo ricordarlo - è al servizio della riproduzione: con i loro colori vividi e smaglianti , con i loro profumi intensi o, a volte, con i loro odori repellenti, devono attirare gli insetti che provvederanno all'impollinazione.

Dopodichè, mentre dagli organi riproduttivi del fiore, comincia a formarsi il frutto, il fiore in sé non ha più alcuna funzione e cade.

Quello che vediamo accadere, in fondo, non è niente altro che una metamorfosi: una forma cede il passo ad un'altra in un ciclo continuamente ricorsivo.

I fiori per terra ci ricordano dell'opulenza della natura che, ciclicamente, si riproduce e si perpetua.

La morte genera la vita.

La corruzione imminente che si nasconde nelle pieghe della vita.

Invece, i fiori perpetui che non muoiono mai hanno un che di malevolo e, in un certo modo, vanno contro la logica della riproduzione, oppure il loro essere sempre vivi sancisce un'altra funzione: è il caso di alcune piante carnivore che utilizzano una loro struttura molto simile ad un fiore (ma che, tecnicamente, fiore non è) per attirare sì gli insetti, ma per poi imprigionarli, ucciderli con vari mezzi "aggressivi" di cui dispongono e nutrirsene.

Quindi, avete di che preoccuparvi se vi doveste imbattere in un fiore "perpetuo", muovetevi con circospezione nell'avvicinarvi: non si può mai sapere!

Specie se è di grandi dimensioni!

Il fascino discreto dei fiori caduti
Il fascino discreto dei fiori cadutiIl fascino discreto dei fiori caduti

La Dionaea muscipula, volgarmente chiamata dionea o venere acchiappamosche, è una pianta carnivora della famiglia delle Droseracee. È l'unica specie del genere Dionaea ed è originaria degli Stati Uniti. Quando cattura è veramente spettacolare. I lunghi piccioli delle foglie posseggono alla loro estremità una trappola munita di "denti" morbidi; le trappole sono formate da due lembi dentro ognuno dei quali si hanno tre sporgenze che fanno da sensore; quando questi sensori vengono toccati o vibrano le trappole si chiudono di scatto (tigmonastia). La pianta, grazie ad un sofisticato sistema "memoria", riesce a distinguere il primo "tocco", rimanendo ferma in attesa, dal secondo, che invece impartisce l'ordine di "serrare" le trappole. Ogni 30/40 secondi circa la "memoria" viene resettata facendo ripartire il ciclo

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Riflessioni Transiti e passaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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