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20 maggio 2015 3 20 /05 /maggio /2015 11:19
Alex. Un'indagine del Commissario Camille Verhoeven

(Maurizio Crispi) Alex del francese Pierre Lemaitre (Mondadori, già pubblicato nella collana Omnibus nel 2011 e ora riproposto nella collana Strade Blu Narrativa, 2015) è un thriller con numerosi colpi di scena ed un intreccio sfaccettato, quasi incredibile, in cui il colpevole non è mai quello che appare.

O meglio, si susseguono a catena una serie di "colpevoli" che tuttavia sono stati indotti ad essere colpevoli dale circostanze, dai torti subiti, dalla concatenazione degli eventi, mentre il vero colpevole, ovvero la causa prima di tutto sta nell'ombra.

E niente è come appare.

Una donna viene rapita (é Alex, la vittima), poi ha inizio una serie di sanguinosi delitti provocati da una donna dai molti volti e dai molti nomi, e alla fine, di nuovo, si indaga nel torbido passato di Alex, fatto di violenze subite, di sopraffazioni e di abuso: e le indagini si muovono nella corsa contro il tempo per ritrovare la donna rapita, poi sulle tracce di un serial killer che si lascia alle spalle una serie di cadaveri sfigurati e nel lavoro di scavo in una storia passata sporca e oscura. E soltanto nella concatenazione degli eventi nel passato si potrà trovare una chiave di comprensibilità per ciò che accade nel presente.

Questo "Alex" è la magistrale indagine di Camille Verhoeven, commissario della Polizia parigina in miniatura: la sua altezza, infatti, é al disotto del metro e cinquanta - ci viene proposto come una specie di Brunetta dell'indagine poliziesca - un personaggio tormentato, ma anche arguto ed acuto, con alle spalle un passato difficile, poiché ha visto il rapimento - esitato in un finale tragico - dell'unica donna che egli abbia mai amato e che lo abbia amato, Irène (vicenda narrata nel primo dei romanzi che compongono una trilogia) e che si trova coinvolto in questa difficile indagine che, per lui - in una fase iniziale. almeno - presenta sin troppi punti di affinità con il tragico rapimento della compagna.
L'indagine tuttavia prende in seguito altre vie inattese e Camille che sembra essere all'inizio sempre un passo indietro, alla fine riesce a giungere ad un autentico punto di svolta che sorprenderà i suoi superiori, il Giudice incaricato delle indagini, ma anche i lettori.
Camille possiede - ereditato dalla madre artista apprezzata - il talento del disegno e nel corso delle indagini esercita il suo talento alla ricerca di intuizioni che lo aiutino e sembra che le sue indagini debbano diventare tutte delle "questioni personali"
, come accade nel volume precedente della trilogia, Irène, e in quello che segue, Camille.

(Dal risguardo di copertina) Mentre cammina per le strade di Parigi, Alex, una giovane donna di trent'anni, viene seguita da uno sconosciuto che, dopo averla aggredita e picchiata selvaggiamente, la carica su un anonimo furgone bianco facendo perdere le sue tracce. Portata in un magazzino abbandonato, la ragazza viene rinchiusa in una gabbia di legno appesa a due metri da terra. Per lei non c'è via d'uscita: non sa dove si trova, né cosa voglia quell'uomo che non le rivolge mai la parola. I giorni passano tra mille sofferenze. Piegata dentro quella gabbia che non le permette il minimo movimento, in quel luogo umido e buio, Alex sente che il suo destino è segnato e che nessuno verrà a soccorrerla. Ha una sola certezza: il suo rapitore vuole 

Pierre Lemaitrevederla morire. C'è però un testimone che ha assistito al rapimento, e grazie alla sua segnalazione il commissario Camille Verhoeven, con un tragico trascorso personale e modi formidabili, inizia a indagare sulla vicenda. Chi è il sequestratore? Perché ha architettato tutto questo? E, soprattutto, chi è davvero Alex? Quando l'aguzzino viene finalmente identificato e la polizia fa irruzione nel luogo del sequestro, la gabbia è vuota. La ragazza si è volatilizzata. Da questo momento l'enigma di Alex e del suo passato terrà il lettore con il fiato sospeso fino alla fine, trascinandolo in un vortice diabolico che non lascia scampo. Con Alex Pierre Lemaitre dà vita a un thriller dalla costruzione magistrale, con atmosfere agghiaccianti, una storia assolutamente imprevedibile e con una protagonista femminile che non si può dimenticare.
Sull'autore. Pierre Lemaitre, nato a Parigi, ha insegnato per molti anni letteratura e ora è scrittore e sceneggiatore. Con i suoi romanzi, tutti premiati da critica e pubblico, si è imposto come uno dei grandi nomi del noir francese. Le sue opere sono tradotte in più di venti lingue e i diritti sono stati acquistati dal cinema.

Nel 2011 Mondadori ha pubblicato Alex.
Vincitore del Prix Goncourt nel 2013, Ci rivediamo lassù è stato eletto miglior romanzo dell'anno dalla rivista "Lire".

 

Il Booktrailer. Il booktrailer di Alex, il nuovo thriller di Pierre Lemaitre. "Le strade di Parigi. Sono una donna di 30 anni. Chiusa in una gabbia, sono sola, nuda, prigioniera. Chi è e che cosa vuole questo aguzzino silenzioso? Il mio pensiero è uno solo: non voglio morire, non in questo modo, non ora. I miei muscoli si atrofizzano, le articolazioni si saldano... il rischio è di diventare pazza. Morire non è niente, ma attendere la morte...E questo è solo l'inizio. Perché io sono più imprevedibile del mio aguzzino. Non perdono e non dimentico, niente e nessuno". Chi è davvero Alex? Non perdetevi un thriller dalla costruzione magistrale, con atmosfere agghiaccianti, una storia assolutamente imprevedibile e con una protagonista femminile che non si può dimenticare. Resterete con il fiato sospeso fino alla fine, trascinati in un vortice diabolico che non lascia scampo.

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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