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15 aprile 2015 3 15 /04 /aprile /2015 12:05
Raccolto di sangue. Un buon esempio del neo-gotico britannico, a firma di Sharon Bolton
Raccolto di sangue. Un buon esempio del neo-gotico britannico, a firma di Sharon Bolton
Raccolto di sangue. Un buon esempio del neo-gotico britannico, a firma di Sharon Bolton
Raccolto di sangue. Un buon esempio del neo-gotico britannico, a firma di Sharon Bolton

(Maurizio Crispi) Gli ingredienti della letteratura gotica ci sono tutti in Raccolto di Sangue (The Blood Harvest), pubblicato da Mondadori nel 2011 e scritto dalla britannica Sharon J. Bolton, una delle più promettenti rappresentanti del Gotico inglese di ultima generazione (in effetti nella recente mostra sul Gotico inglese, allestita a Londra tra il 2014 e la prima metà del 2015, Sgaron Bolton è uno degli ultimi e più recenti autori ad avere ricevuto l'onore di un'inclusione).

C'è un villaggio i cui abitanti sembrano condividere qualche segreto di troppo e che, in ogni caso, mantengono delle abitudini ancestrali, inquietanti, come ad esempio riti sanguinari di propiziazione della fertilità; c'è la casa dove degli abitanti di città (la famiglia dei Fletcher) si sono trasferiti a vivere, ma che è stata costruita sul terreno di un antico cimitero; ci  sono delle presenze perturbanti che sembrano cercare come interlocutori privilegiati dei bambini e che "osservano" non visti; c'è un personaggio strano che ricorda il "Gobbo di Notre Dame" e che assolve alla funzione del "mostro" oscuro, sintantoché non si arriva a qualche chiarimento; , ci sono cripte, passaggi e cunicoli sotterranei.
La storia, ambientata nel borgo antico di Heptonclough (non esistente) nel profondo delle brughiere inglese (Moors), andando a Nord verso il confine con la Scozia si pone all'incrocio tra storie di fantasmi e le storie horror: il mistero aleggerà irrisolto, mentre si scoprono una serie di morti di bimbi, che sembrano collegate tra loro da un unico filo rosso.
Il lettore e gli stessi personaggi brancolano nel buio, sino alla soluzione finale che arriverà attraverso gli sforzi congiunti del nuo pastore, Harry e della psichiatra Evi.
E' una bella lettura, più affascinante per il suo intreccio e per il sovrapporsi dei piani narrativi che non per il disvelamento finale, che in un certo senso banalizza la vicenda e la riporta da un piano di oscuri riferimenti sovrannaturali a quello della plausibilità scientifica e della epicrisi di una crime storia di stampo hitchkockiano, con tanto di movente psicologico dei delitti ed un excursus nel territorio dell'abuso all'infanzia, in quanto generatore di mostri.

Come in tutte le storie gotiche il godimento sta tutto nell'intreccio e nel sorgere e lievitare degli elementi perturbanti, non nella conclusione, specie quando dall'atmosfera gotica si passa quasi con sforzo a quella di una crime story che, invece, vuole un suo disvelamento, razionale e attendibile, oltre che supportato dalle evidenze.

(Dal risguardo di copertina) Quando Alice e Gareth Fletcher decidono di trasferirsi con i loro figli Tom, Joe e Millie nel piccolo e tranquillo villaggio di Heptonclough, nello Yorkshire, sono convinti di aver trovato il posto perfetto dove vivere serenamente. Ma quel luogo è davvero quello che sembra? I Fletcher, infatti, hanno appena il tempo di stabilirsi prima di scoprire che sono tutt'altro che benvenuti. Qualcuno pare fermamente intenzionato ad allontanarli dal paese, dapprima con stupidi scherzi, poi con minacce sempre più pericolose. Anche il giovane e brillante Harry Laycock, il nuovo parroco arrivato in paese pieno di ottimismo e buone intenzioni, percepisce da subito l'energia oscura e sinistra che pervade la chiesa e il cimitero, proprio il posto in cui i piccoli Tom e Joe, giocando, fanno uno strano e inquietante incontro... Quando Tom inizia a fare sogni terrorizzanti e a nutrire preoccupazioni esagerate nei confronti della sorellina Millie, i genitori si rivolgono a una psichiatra, Evi Oliver. D'accordo con il parroco, dal quale è pericolosamente attratta, la donna non è affatto convinta che il bambino soffra di allucinazioni e anzi crede alle sue parole più di quanto vorrebbe. Nel tentativo di svelare il mistero che grava sul villaggio, Harry ed Evi cercheranno insieme di trovare una spiegazione agli eventi sempre più angosciosi che si susseguono con ritmo incalzante nell'arco di pochissimi giorni e che si collegano alla tragica scomparsa di tre bimbe nel corso degli ultimi anni e alla minaccia incombente del rapimento di Millie. Raccolto di san gue è un romanzo dalle atmosfere gotiche e claustrofobiche, con il quale Sharon Bolton si conferma una delle voci più interessanti nel panorama del thriller anglosassone.
 

Notizie bio-bibliografiche sull'autrice. Sharon J Bolton was born and brought up in Lancashire, the eldest of three daughters. As a child, she dreamed of becoming an actress and a dancer, studying ballet, tap and jazz from a young age and reading drama at Loughborough University.
She spent her early career in marketing and PR before returning to full-time education to study for a Masters in Business Administration (MBA) at Warwick University, where she met her husband, Andrew. They moved to London and Sharon held a number of PR posts in the City. She left the City to work freelance, to start a family and to write.
She and Andrew now live in a village in the Chiltern Hills, not far from Oxford, with their son and the latest addition to the family: Lupe, the lop-eared lurcher. Her daily life revolves around the school run, walking the dog and those ever-looming publishing deadlines.

Il booktrailer

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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