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14 aprile 2015 2 14 /04 /aprile /2015 12:00
(Immagini relative alla "Lisca Bianca" tra storia e progetto attuale)
(Immagini relative alla "Lisca Bianca" tra storia e progetto attuale)
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(Immagini relative alla "Lisca Bianca" tra storia e progetto attuale)
(Immagini relative alla "Lisca Bianca" tra storia e progetto attuale)

(Immagini relative alla "Lisca Bianca" tra storia e progetto attuale)

L'ADI (Associazione per il Disegno Industriale) Sicilia ha voluto dedicare la Copertina di aprile della sua pagina Facebook al Progetto Lisca Bianca: e questa non è una storia adatta alle persone la cui fantasia non va oltre la costa.

Ed è anche un bel progetto che ha tanto da insegnare sull'importanza di conservare la memoria delle cose e di salvarle dall'oblio del tempo, aiutandole a rivivere una nuova vita e a diventare serbatoio e collettore di storie.
In più, parlare in questi giorni di Lisca Bianca è un bel modo per festeggiare l’arrivo della bella stagione, con il racconto di un viaggio per mare, e non solo, lungo trent’anni.

Lisca Bianca è un Carol Ketch di 36 piedi che, tra il settembre del 1984 e l’agosto del 1987, ha solcato oltre 30.000 miglia di onde tra Canarie, Antille, Galapagos, Hawaii, Maldive e Isole Marshall; poi, un nuovo viaggio, seguito da un triste epilogo e dal rientro a Porticello, piccolo borgo marinaro vicino a Palermo, l’abbandono e il lento consumarsi del legno.

Infine la rinascita e il ritorno al mare nel contesto di un progetto di recupero globale e molto articolato che possiede anche delle valenze di inclusione sociale.
È la storia del “Comandante” Sergio e del suo “Nostromo” Licia, gli Albeggiani, coniugi siciliani che, alla fine degli anni '70, decisero di costruire un veliero per girare il mondo in barca, andando via “dal freddo, via dalle folle rumorose, via degli stupidi rituali della civiltà dei consumi.

Dal diario di bordo di Lisca Bianca fu tratto un libro, un manuale molto amato dai viaggiatori oceanici, “Le isole lontane”, recentemente riedito da Mursia (2014), i cui proventi ricavati dalla vendita saranno destinati a sostenere la nuova avventura intrapresa da Lisca Bianca.
Quando nel 1989 Lisca Bianca ripartì per il suo secondo giro del mondo, ambiva a diventare ambasciatrice dei prodotti e della cultura Siciliana nelle isole più lontane, ma il viaggio venne interrotto a Las Palmas de Gran Canaria dall'improvvisa morte di Sergio Albeggiani.

La barca, per anni in abbandono, rischiava la demolizione, finché nella primavera del 2013, in un cantiere navale alla periferia di Palermo, Francesco Belvisi, yacht designer palermitano, ed Elio Lo Cascio, sociologo, si trovarono di fronte il relitto di Lisca Bianca, di cui conoscevano la storia, e decisero di cambiarne il destino.

L’architetto Attilio Albeggiani, figlio di Sergio e Licia e noto yacht designer siciliano, accolse la proposta di seguire il cantiere di recupero e restauro di Lisca Bianca, richiamando all’opera il mastro d’ascia, sig.Treviso, che negli anni Settanta costruì l’imbarcazione. Lisca Bianca si prepara così a salpare di nuovo.
Nel 2013, grazie all’Istituto Don Calabria e all’Associazione Apriti Cuore Onlus, che da anni si occupano di giovani in difficoltà o a rischio devianza e disabili psichici e fisici, nasce il Progetto Lisca Bianca: Navigare nell'inclusione, non manca la collaborazione della Lega Navale Italiana e dell’Istituto Penale per minorenni di Palermo (ex Malaspina), che ha impegnato alcuni detenuti nel restauro delle parti asportabili.
Un progetto sociale quindi, ma caratterizzato da una precisa impronta imprenditoriale che prevede l’avvio di un cantiere in grado di occuparsi del restauro anche di altre imbarcazioni, che resti attivo come polo di formazione professionale, di inclusione sociale, ma con l’obbiettivo di farne un’attività economica solida e competitiva. Oggi i lavori sono stati completati al 70% con l’obiettivo, di rimettere Lisca Bianca in acqua per l’estate del 2015.
Il Progetto Lisca Bianca è un progetto corale, dove il design ha un ruolo importante, vedendo impegnate nell'impresa yacht designer (YAM srl e Studio Inzerillo & Albeggiani), ma anche grafici, esperti in comunicazione, fund-raising e organizzazione, social media manager e web content editor, insomma un equipaggio che consente di collocare a pieno titolo il progetto Lisca Bianca tra le eccellenze del Design per il sociale.

La Copertina di ADI Sicilia. Quello che nasce come un piccolo gioco per social network, in realtà, vuole portare alla costruzione di un database della cultura progettuale di qualità, prodotta in Sicilia, a prescindere dall’esito del mini contest.
Quindi: ogni mese una copertina diversa e una storia da raccontare, ad indicare il miglior design siciliano, secondo ADI Sicilia e secondo le categorie indicate nell’ADI Design Index.
Le tre copertine che riceveranno più “Mi piace”, tra quelle pubblicate da febbraio a novembre, andranno in finale nei primi quindici giorni di dicembre. La copertina che risulterà più votata, attraverso i “Mi piace”, verrà proclamata “Copertina ADI Sicilia dell’anno”.
Per il progetto vincitore, ADI Sicilia si impegna ad organizzare un evento culturale in una sede adeguata e a dare il maggior risalto possibile all’evento, attraverso i propri canali informativi regionali e nazionali e gli organi di stampa.

(Sergio Albeggiani, Le Isole lontane, Mursia, 2014)

(Sergio Albeggiani, Le Isole lontane, Mursia, 2014)

(Dal risguardo di copertina) È il 1984 quando Licia e Sergio Albeggiani decidono di lasciarsi alle spalle la normalità della vita sulla terraferma e di andare verso isole lontane, portati dagli alisei e dal desiderio infinito di allargare i propri orizzonti. A bordo del Carol Ketch "Lisca Bianca" salpano da Porticello, un piccolo borgo marinaro vicino a Palermo, e intraprendono un viaggio di 30mila miglia che in tre anni farà rotta nei mari più belli del mondo: dalle Canarie alle Antille, dalle Galapagos alle Hawaii, dalle Maldive al Mar Rosso. Il diario di viaggio di questi antesignani del "mollo tutto" è un gioioso inno alla vita libera e al mare, cronaca di un'avventura romantica, straordinaria, temeraria, scandita da incontri speciali, tempeste e imprevisti cambi di rotta. Racconti emozionanti di un'epoca in cui si viaggiava lentamente. Una storia d'amore per il mare e le barche che solo la morte improvvisa di Sergio, avvenuta a Las Palmas, all'inizio di un secondo viaggio intorno al mondo, ha interrotto. Ma non per sempre: lo spirito di Lisca Bianca non si è esaurito. Oggi un progetto di vela solidale sta riportando a nuova vita il ketch che ha solcato gli oceani per destinarlo a progetti di inclusione sociale.

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (fonti web) - in Eventi - arte - cultura e spettacoli
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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