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29 marzo 2015 7 29 /03 /marzo /2015 11:16
The Building Worker. La statua londinese dedicata all'operaio edile: una forma di statuaria civica in Italia estinta o forse mai nata
The Building Worker. La statua londinese dedicata all'operaio edile: una forma di statuaria civica in Italia estinta o forse mai nata
The Building Worker. La statua londinese dedicata all'operaio edile: una forma di statuaria civica in Italia estinta o forse mai nata

(Maurizio Crispi) Dando le spalle alla Tower of London e fronteggiando Tower Hill e i moderni edifici dell'area di Bank, con i suoi gratttacieli - tra i quali il più singolare è indubbiamente quello chiamato dai Londinesi "The Gurkin" (ovvero "il Cetriolo") -, si erge su di un alto plinto di marmo una statua bronzea di grandi dimensiani: un operaio con elemetto protettivo, pesanti abiti e scarponi e uno strumento di lavoro appoggiato sulla spalla sinistra. Guarda davanti a sé con espressa fiera e assorta.
E' un monumento inaugurato nel 2006 (11 ottobre) dedicato alle migliaia di operai edili che hanno contribuito allo sviluppo della Londra moderna, quale è oggi, ma anche all'operaio edile "ignoto", vale a dire a tutti coloro che, operai edili, sono morti o sono stati gravemente feriti nel compimento del loro lavoro.
Un Italiano non può non rimanere sorpreso di fronte a questa tipologia di statuaria pubblica.

In Italia, infatti, è davvero molto raro al giorno vedere delle iniziative artistiche offerte ai cittadini nei luoghi pubblici.
Si investe molto poco in questo: un'attività che serve a far sì che i luoghi non siano semplici punti di transito senza un'identità, ma vadano acquistando un loro carattere specifico, forgiato da opere d'arte collocate per la fruizione di tutti e che trasmettano il senso del bello oppure che veicolino messaggio di solidarietà oppure tributi alla memoria e alla riconoscenza.
La statua dedicata al "The Building Worker", ovvero all'umile operaio edile che con la sua fatica e con il tributo di centinaia di vite ha reso possibile lo sviluppo moderno di questa città, é un monumento al tempo stesso commemorativo, di ringraziamento e di tangibile tributo alla memoria di quanto hanno perso la loro vita, portando avanti illoro dovere lavorativo con abnegazione.
Mi sembra che questo sia un atto di grande ed intenso valore morale.
Siamo sinceri! Chi mai in Italia penserebbe mai di investire del denaro per edificare un monumento scultoreo dedicato all'operaio edile?
Eppure anche in Italia, all'epoca del boom economico, c'è stato un grandissimo - e perfino troppo vorace - movimento di espansione edilizia che ha rimodellato molte delle maggiori città italiane.
Noi Italiani non siamo capaci di fare delle cose semplici che abbiano dei significati profondi (e di investire denaro e risorse in questa direzione).

Siamo piuttosto avviluppati da quel tipo di retorica e di magniloquenza che conduce al non fare (a meno che non ci siano in gioco degli interessi personali del politicante di turno).
E é l'interesse personale il metro per decidere se un'azione debba essere fatta oppure no.
In più in Italia c'è una forte diffidenza verso gli artisti che o sono finanziati con logiche nepotistiche (anche se sono fondamentalmente mediocri) per dare vita ad opere di scarsissimo respiro e nemmeno ci sono enti privati disposti a finanziare artisti di valore per la realizzazione di grandi progetti civici.
Per alimentare questo tipo di progetto occorrerebbe una coscienza civivca condivisa che a noi Italiani appunto manca, grazie anche a decenni di disinteresse per la crescita educativa e etico-morale delle più giovani generazioni, con una scuola totalmente alo sbando.
Tutto ciò é il prodotto dell'ignoranza e dell'ignavia di chi dovrebbe governare, ma non lo fa veramente, se non con intenti puramente personalistici.
Il risultato è che le nostre città (con uno splendido passato culturale, ilpiù delle volte, che ci è invidiato da molte nazioni) vivono di memorie storiche che però sono fatiscenti, perchè non sono alimentate dal presente e dall'attualità.
La statuaria pubblica è ferma al primo dopoguerra e alla retorica della celebrazione dei morti in battaglia: una retorica fin troppo ingombrante che ha impedito lo sviluppo di altre forme d'arte pubblica, ma anche la libera crescita di quelle forme di espressione artistica fugace ed estemporanea, in cui statue e gruppi scultorei di autori moderni vengono collocate sulla base di progetti temporanei lungo i percorsi cittadini, in modo che, camminando per le strade sia come visitatori sia come abitanti e lavoratori, ci si imbatte di quando in quando in opere d'arte nuove, opere che stimolano positivamente il senso estetico ma che sollecitano anche la curiosità esplorativa con la conseguenza di un'ampliamento culturale, all'insegna delprincipio che l'opera d'arte deve intrattenere, deve sollecitare il senso estico, ma deve anche essere fruibile per tutti al di fuori degli spazi museali (che da noi in Italia sono assolutamente ostici e scarsamente invitanti, il più delle volte) e, non ultimo, deve anche poter educare.
Frequentemente, dopo aver visto un'opera esposta in una strada londinese, mi sono ritrovato a fare delle ricerche per saperne di più, sia sull'opera in sé sia sull'artista che l'avesse realizzata.
E tutto ciò in UK - e suppongo in altri stati europei che si muovano seguendo questi intendimenti - è ottenuto con un positivo e liberale investimento di spesa che agli sponsor consente un valido ritorno d'immagine:con una capacità di spaziare dall'opera d'arte più tradizionale e forme espressive pop art come ad esempio le sculture di Shaun in the City, un allestimento londinese inaugurato proprio a partire dal 28 marzo.
Gli Italiani, invece, sono condannati dai loro governanti ad essere sempre più un popolo di beoti e di illeterati a cui rimane soltanto la chance di essere incantati dalle più recenti App dei loro dispositivi digitali: ed é questo quello che da  noi viene chiamato cultura.
Desolante!

Su di una placca di bronzo collocata sul fronte del plinto che regge la sttua si legge:
 

The building worker
For the thousands of building workers who have lost their lives at work, we commemorate you.
For the thousands of building workers who are today building and rebuilding towns and cities across the United Kingdom, we celebrate you.
UCATT - building together
Unveiled by Ken Livingstone, Mayor of London and Alan Ritchie, UCATT General Secretary,

on the 11th October 2006.
Sculptor: Alan Wilson

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Published by fFrammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Luoghi Avvistamenti e panchine Riflessioni
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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