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30 marzo 2015 1 30 /03 /marzo /2015 06:14
La mia prima navigazione sul Tamigi: un'esperienza intima e avvolgente
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La mia prima navigazione sul Tamigi: un'esperienza intima e avvolgente
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La mia prima navigazione sul Tamigi: un'esperienza intima e avvolgente
La mia prima navigazione sul Tamigi: un'esperienza intima e avvolgente
La mia prima navigazione sul Tamigi: un'esperienza intima e avvolgente
La mia prima navigazione sul Tamigi: un'esperienza intima e avvolgente

Il Tamigi, nei mesi - ma potrei direi negli anni (anche se sono stati soltanto due, più qualche mese) - in cui sono stato a Londra, l'ho guardato sempre da fuori, passeggiando lungo di esso (prevaletemente sul lato Nord (Thames Path e wharf vari), talvolta a Sud lungo il cosiddetto "Southbank" dal London Brigde in direzione di Waterloo.
Ho osservato il gioco alterno delle maree, e gli aspetti cangianti delle sue acque, talvolta arruffate, talaltra apparentemente immobili e senza nemmeno un fremito, con gli uccelli marini che vi si fermavano sopra, come boe galleggianti a riposare, oppure per immergersi alla ricerca di qualche boccone prelibato.
E ho osservato il continuo traffico di mezzi fluviali che lo percorrono contro corrente oppure verso l'estuario lontano e invisibile agli occhi. L'ho attraversato sui ponti (innumerevoli volte calpestando il Towerbridge, il più avanzato in direzione dell'estuario, anche se probabilmente non l'ultimo ad essere costruito). Ci sono passato di sotto, viaggiando nei mezzi dell'Underground e, un paio di volte, percorrendo il Thames Tunnel, all'altezza di Greenwich.
Se abiti a Londra e ti ci muovi, il Tamigi é una presenza costante e impari presto a non poterne fare a meno: rappresenta l'apertura verso l'orizzonte lontano ed invisibile. Il suo estaurio che fa confluire le sue acque nel vasto oceano rappresenta il punto di avvio dell'avventura e del viaggio ed era sicuramente così quando le grandi navi arrivavano a Londra, capitale di un impero, da tutto il mondo e aspettavano il favore della marea per percorrerlo ed entrare maestose nei grandi bacini di attracco, per lo scarico delle mercanzie esotiche e per il carico di manufatti e prodotti da esportare, costruiti lungo le sue rive (ma soprattutto lungo la riva nord), oppure in uscita verso il vasto mare.
Ho perfino preso a leggere, il ponderoso volume scritto da Peter Ackroyd, La grande storia del Tamigi (Neri Pozza, 2009), per saperne di più, per poter padroneggiare -per così dire - vita, morte e miracoli: davvero imperdibile.
La parte terminale del Tamigi non è più il grande porto che è stato un tempo, quando mercanzie da ogni dove vi convfluivano e da dove, di continuo, partivano manufatti e merci da esportare in paesi lontani: questa parte del sogno relativamente al grand Fiume si è esaurita da tempo, tuttavia il Tamigi possiede tuttora una ricca e variegata navigazione fluviale: è un fiume vivo, insomma.

CI sono tuttora le chiatte che trasportano carichi di spazzatura e di sfabbricidi, ci sono i mezzi della Polizia, ci sono dei catamarani giganteschi che consentono ai turisti vogliosi di sperimentare l'ebbrezza della velocità e di evoluzioni acrobatiche, ma soprattutto ci sono molteplici imbarcazioni, in generale gestite da compagnie private, che consentono diverse forme di navigazione lungo il Tamigi, dal servizio della compagnia "Thames Clippers", a quello dei diversi tipi di ferry che assicurano il traghettamento da una riva all'altra dove non ci sono più ponti o tunnel, poiché dopo Towerbridge, il Tamigi che nell'ultimo tratto ha avuto una larghezza media di 300 metri, comincia ad allargarsi sempre di più e non può più essere attraversato da ponti: troppo largo.
E, infine, ci sono dei mezzi predisposti appositamente per i turisti, per delle gite tematiche che li portino in su o in giù, verso l'estuario: dobbiamo ricordare, infatti, che - per lungo tempo - Greewich fu sede di una Reggia, come anche Kingston - a monte - fu capitale di uno degli antichi regni sassoni.
E' stato così che, per colmare un vuoto di esperienza ormai insostenibile, nel corso del nostro ultimo di mese di permanenza qui a Londra, abbiamo deciso di navigare sul Tamigi, utilizzando uno dei mezzi della compagnia "Thames Clippers".

Siamo partiti da Canary Wharf (che abbiamo raggiunto con il DLR: saremmo potuti andare a piedi, ma eravamo in ritardo sulla tabella di marcia) e abbiamo navigato sino ad Embankment: e da lì siamo tornati a piedi, godendoci una bella passeggiata in una calda e soleggiata mattina di marzo, coronata da una sosta al famoso Pub "Black Friars" dove ci siamo concessi un piatto di Fish&Chips,  tradizionale cibo da strada (eventualmente anche da asporto) britannico, che qui a Londra ancora non avevo mai avuto modo di gustare (altrove s^, ma non qui, in questo periodo).
C'era con noi anche la mamma di Maureen, nel suo ultimo giorno di permanenza londinese.

E' stata una bella esperienza vedere tutto un panorama che mi è ormai abituale dal basso, avendo come punto di osservazione il livello della superficie del fiume, guardando la succesione dei wharf, dove sino a prima avevo solo potuto camminare e poi tutto l'insieme degli stimoli sensoriali della navigazione, il rumore dei motori che ronfano, lo sciabordio contro la chiglia, il gioco della spruzzaglia che si forma nella scia, la stessa brezza sul viso, le voci concitate degli addetti all'attracco ad ogni fermata, hanno un che di antico, ripetendo un rituale della marineria che nessuna tecnologia moderna potrà mai superare.
Navigandoci sopra diventi tu stesso parte del fiume e il tuo rapporto con esso si fa più intimo e più intenso e, dopo, guardarlo da fuori non sarà più la stessa cosa.
I mezzi di Thames Clippers hanno un raggio di azione più esteso poiché partono dal Woolwich Arsenal Pier, mentre Embankment e il punto di arrivo finale.
Nell'orario da noi scelto per la nostra "gita", il clipper era popolato quasi esclusivamente da turisti vocianti e gazzarrosi, ma in altri orari gli utenti prevalenti sono pendolari che ad altri mezzi di trasporto preferiscono questo: d'altra parte, per pendolari che usano lanavigazione fluviale tutto l'anno sono previsti speciali sconti che rendono il tutto abbordabile, mentre il prezzo di una corsa singola per altre categorie di utenti é piuttosto esoso, ma - decisamente - ne vale la pena: sono soldi ben spesi.

Wikipedia scrive che sono oltre 8500 i passeggeri che vi viaggiano giornalmente.

Il servizio reso da Thames Clippers confluisce, come già detto, nel la più vsta rete di trasporto fluviale denominata London River Services è una divisione del Transport for London (TfL), che gestisce il servizio passeggeri sulla rete fluviale operante sul Tamigi a Londra.
Il servizio non viene operato in proprio ma dato in concessione ad altri operatori. Esso è articolato fra servizi prettamente turistici e servizi per viaggiatori pendolari.
Il Tamigi è largo mediamente 300 metri nel tratto che scorre entro l'area della Greater London ed è facilmente attraversabile a mezzo dei tanti ponti che lo scavalcano (edei tunnel sottostanti per il traffico automobilistico). Pertanto i servizi fluviali sul Tamigi hanno delle direttrici est-ovest piuttosto che di raccordo fra le due sponde del fiume.
Alcuni ferry-boat vengono tuttora usati a valle di Londra la dove il fiume si allarga verso l'estuario e dove non esistono ponti che lo scavalcano.
La rete del London's River Service non è così estesa come quella di Hong Kong o Sydney, ma con i recenti investimenti nei trasporti fluviali e la creazione dei London River Services, questo genere di trasporto sta ottenendo un nuovo impulso.
Più di 2000 pendolari al giorno viaggiano sui mezzi fluviali operanti sul Tamigi, raggiungendo così la non indifferente cifra di circa 3.000.000 di passeggeri per anno, che è cresciuta notevolment in occasione dei XXX Giochi olimpici che si sono svolti a Londra nell'estate del 2012.

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi e fonti web) - in Luoghi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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