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13 marzo 2015 5 13 /03 /marzo /2015 05:32

Simon Kernick, Il dovere di Uccidere, Mjavascript:void(0)ondadori, 2003Proprio di recente,mi è capitato di leggere un romanzo di Simon Kernick, noto giallista inglese, dal titolo Il Dovere di Uccidere (originale: "The Business of Dying"), pubblicatoda Mondadori nel 2002 in hard cover e nel 2003 nei Tascabili.

Come sono arrivato a leggere, adesso, un romanzo pubblicato più di 10 anni fa?
La risposta è semplice: quando acquisti libri ad un ritmo tale d anon poterli leggere subito capita a volte che molti rimangano da parte (o in stand-by), come riserva di "legna da ardere" o con la funzione di dare risposta ad improvvise curiosità e/o altrettantor epentini desideri di lettura.
Questo volumeche, tra l'altro, l'avevo comprato con una promozione remainder: dopo di che, era rimasto a giacere in un mucchio (di libri) per anni, sino a quando in occasione dello spostamento di parte della montagna di libri accumulata nella camera da letto non mi è capitato tra le mani.

Nel deisderio di raccogliere più elementi di conoscenza, onde potere collocare il volume in modo più appropriato (nazionalità dell'autore, genere, cose così), l'ho aperto e l'ho sfogliato: l'incipit mi è piaciuto e, così, seduta stante, ho cominciato a leggerlo.

E' stata sin da subito una lettura dominnte: ha scalzato infatti - con il suo ritmo di noir d'azione che s'interseca con quello dell'indagine poliziesca di stampo tradizionale - altre letture in corso.

Il Dovere di uccidere, terzo della produzione letteraria di Kernick (sino al 2013 sono stati ben 15 i romanzi che ha pubblicato), fu il romanzo che gli fece conseguire per la prima volta, dopo i primi due sfortunati tentativi, successo di critica e di pubblico.
E' la storia di Dennis Milne, un poliziotto della Polizia metropolitana londinese, corrotto e esecutore di "lavori" sporchi a pagamento, ma nello stesso tempo portatore di un suo senso etico della giustizia e - per così dire - umanitario nel suo modo di condurre le indagini sui più disparati eventi criminosi nella sua qualità di ispettore.

Tra i romanzi di Kernick sono molti quelli che hanno per protagonista Dennis Milne.

Dopo essere stato attenzionato dall'editoria italiana, con la pubblicazione di questo romanzo in hard cover e successivamente nei tascabili, Kernick non ha più riscosso più interesse ed è stato declassato ad autore da includere nella collana dei Gialli Mondadori: infatti, solo unaltropaio di romanzi, peraltro introvabili, sono stati pubblicati in questa collana. E poi niente più: e, d'altronde, il pubblico è impietoso e tende immediatamente a declassare un autore che non viene più pubblicato in hard cover e che abbia un posto di risalto con le sue nuove uscite sui banchi delle librerie destinati ad accogliere i best seller.
Un peccato, perchè a mio avviso Kernick èun autore che merita, poiché a giudicare da questo suo "Il Dovere di Uccidere", sa scrivere con nerbo, xcon senso del ritmo ed inserendo gli elementi giusti in un flusso narrativo che sappia anche tenere nel debito conto la psicologia dei personaggi.


(dal risguardo di copertina) Dennis Milne é un killer a pagamento che in una fredda notte londinese fa fuori tre uomini apparentemente innocenti. Ma è anche un poliziotto modello che, poche ore dopo il delitto, è di nuovo sulle strade per indagare sul ritrovamento del cadavere di una giovane prostituta sgozzata. La prima di una serie. E' una strana situazione quella in cui si trova: deciso a venire a capo dell'intrigo, scopre l'esistenza di un filo perverso che lega gli omicidi delle prostitute, il suo "datore di lavoro" e gli uomini che ha ucciso. Sarà un vero e proprio viaggio infernale, allucinato e drammaticoin un universo di corruzione e depravazione, quello che porterà Dennis a comporre tutti i tasselli del mosaico. E la soluzione sarà per luiun tragico verdetto, a cui, pur nella premonizione del disastro non tenterà neanche di sottrarsi. Un thriller aspro e appassionante dal ritmo serrato e coinvolgente. L'opera di esordio di un nuovo talento della crime story.

(Presentazione dell'edizione inglese, da Wikipedia) The Business of Dying is a novel written by Simon Kernick. His first novel, Kernick introduces the character Dennis Milne who becomes the lead character in several novels. The story is a crime thriller which follows Milne, a full-time police officer and part-time hitman whose targets turn out to be customs officers and an accountant. The novel was published in the United Kingdom in 2002 by Bantam and in the United States in 2003 by St. Martin's Minotaur.
A book reviewer for The Daily Telegraph wrote that the novel is an "auspicious debut which leaves me looking forward eagerly to Mr Kernick's next book." The reviewer in Booklist wrote "Kernick's debut is compelling, dark, and suspenseful" and that "while there are a few places where his unusual plot fails to convince, Kernick clearly has a promising future". The reviewer in Publishers Weekly wrote "Kernick does a masterful job of making Milne sympathetic, despite his callous brutalities, by combining a captivating first-person narrative with emotionally complex characterization. The portrayal of the harsh realism of the mean city streets is complemented by the revelations of the secret lives of the supporting characters with their masks of public respectability. Powerful prose, tight plotting and a clever fair-play puzzle add up to a remarkable first effort."
The reviewer for the Library Journal wrote: "Told with clarity and wit, this is an unusual but effective approach to the British police procedural from a new voice. Strongly recommended."[4] The review in Kirkus Reviews says "Nicely plotted and briskly paced, with a voice not unlike James M. Cain's in Double Indemnity".
Sull'autore. Simon Kernick (born 25 January 1966 in Slough, Berkshire) is a British thriller/crime writer now living in Oxfordshire with his two daughters Amy and Rachel. Kernick attended Gillotts School, a comprehensive in Henley-on-Thames, Oxfordshire. Whilst he was a student his jobs included fruit-picker and Christmas-tree uprooter. He graduated from Brighton Polytechnic in 1991 with a degree in humanities.
Kernick had a passion for crime fiction writing from a young age and produced many short stories during his time at polytechnic. After graduating Kernick joined MMT Computing in London in early 1992, where a relative was the Chairman and Managing Director. He left the company after four years in the hope of trying to secure a publishing deal. Despite interest from a number of publishers Kernick was unable to secure a deal, so he joined the sales force of the specialist IT and Business Consultancy Metaskil plc in Aldermaston, Berkshire in 1998 where he remained until he secured his first book deal The Business of Dying in September 2001.
His novel Relentless was recommended on Richard&Judy's Summer book club 2007.
It was the 8th best-selling paperback, and the best-selling thriller in the UK in the same year.

 

______________________________________
Sito web ufficiale dell'autore: http://www.simonkernick.com/

About: http://www.simonkernick.com/about/

Simon Kernick in Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Simon_Kernick

 

 

La copertina dell'edizione originale e Simon Kernick in una foto recenteLa copertina dell'edizione originale e Simon Kernick in una foto recente

La copertina dell'edizione originale e Simon Kernick in una foto recente

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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