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26 dicembre 2012 3 26 /12 /dicembre /2012 23:00
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico

Premessa. Di seguito ho voluto inserire alcune testimonianze raccolte attraverso contatti nella rete da parte di persone che si sono trovate a frequentare Cap d’Agde e la sua spiaggia “trasgressiva”, testimonianze che confermano e danno maggiore forza con l’immediatezza del racconto di cose viste di prima persona, a quanto esposto nei capitoli precedenti.

(Prima testimonianza: la spiaggia libertina vista da un osservatore disincantato e un po' ironico) E’ il mio primo giorno qui a Cap d’Agde, ma ci sono già venuto altre volte in passato.

Nuova tornata.

Curioso di assaporare le novità, vado di buon’ora in spiaggia e subito decido di spingermi verso la parte più lontana dai complessi  residenziali, dove mi hanno detto che si incontrano i naturisti libertini; all’inizio, non mi sembra di cogliere nulla di interessante, all’infuori di qualche donna che succhia il cazzo del compagno o, viceversa, di uomini che carezzano (o succhiano) il seno della propria donna o le toccano la vulva o la leccano.

Sarebbe insolito, ma in verità sembra tutto molto normale: è ciò che si farebbe anche se si fosse su di una spiaggia “tessile”, con il costume indosso. Questo mi ritrovo a pensare.

Soltanto che la totale nudità dei corpi e la loro marcata prossimità fanno sì che molto fluidamente si vada “oltre”, superando quei limiti che in una “normale” località balneare sarebbero consentiti.

E’ normale che uomini e donne che stanno assieme e che siano legati da un rapporto di intimità si tocchino e si carezzino: qui, è possibile farlo, in maniera più completa.

Direi che ciò che si osserva appartenga al range delle normali reazioni di una coppia in una situazione e in un contesto che, per la sessualità, sono facilitanti, poiché oltre alla dinamica del desiderio che si muove all’interno della coppia, si aggiungono importi notevoli di eccitazione proveniente dalle stimolazioni sensoriali (visive e uditive) provenienti dal contesto.

L’esposizione a scene di erotiche esplicite in un luogo in cui tutti sono nudi in modo totale produce un’immediata attivazione del proprio desiderio sessuale, che viene spontaneamente messo in atto, in assenza delle inibizioni dettate dalle regole del pudore che sarebbero dominanti se si fosse più coperti.

Qualcuno, pigramente, comincia a scopare: donne che salgono su uomini o uomini che si distendono sulle loro donne, penetrandole.

Qui, anche in questo caso, siamo dentro i limiti di ciò che accade all’interno di una coppia: on la sola differenza che tutto è esplicito e, in definitiva, molto naturale..

Ma a me interessa capire come si sviluppano ed evolvono le situazioni promiscue, in cui più partner cominciano ad interagire sessualmente assieme.

Su questa spiaggia vige la più ampia libertà, che consente a persone con intendimenti differenti di coabitare assieme.

Ci sono quelli che danno un’interpretazione del naturismo come situazione facilitante nell’esprimere forme di sessualizzazione estrema e che sono propensi a vivere situazioni di sesso facile e promiscuo all’esterno della propria coppia oppure “allargandone” i confini, sesso “semplice” peraltro, senza coinvolgimenti.

Ci sono i naturisti “puri”, cioè quelli che vogliono limitarsi ad avere un contatto integrale con la natura senza il diaframma “tessile” a fare da impedimento.

Camminando lungo la spiaggia e lasciando penetrare lo sguardo nella massa di corpi distesi al sole o al riparo di ombrelloni colorati, si possono notare molteplici intrecci di relazioni iniziali tra coppie che si avvicinano e che iniziano una conversazione, condizioni embrionarie di una promiscuità in statu nascendi, poiché per molti l’obiettivo dichiarato e programmatico è proprio quello.

La nudità dei corpi ha un effetto catalizzante: la nuda prossimità spinge verso l'intimità e facilità passaggio del gesto comunicativo in segno erotico, in qualsiasi declinazione possibile: toccamento palpeggiamento, succhiamento.

In maniera endemica - talvolta epidemica sulla base di improvvise ondate ddi eccitazione che percorrono con un fremito la folla - in questo enorme sincizio di corpi distesi su di un tappeto di teli da mare colorati combinati con le policromie e le chiazze di frescura degli ombrelloni si attivano delle situazioni sessuali.

Sono talmente frequenti e diffuse che passano quasi inosservate...

Per coglierle bisogna affinare lo sguardo e renderlo analitico…

In altri casi, invece, se la scena è particolarmente esplicita e plateale si formano i soliti capannelli di astanti che si toccano il cazzo, allisciandoselo in alcuni casi e, in altri casi, masturbandosi esplicitamente.

Parrebbe che i primi vogliano semplicemente essere “pronti” e con il cazzo in tiro se la situazione evolve favorevolmente.

La presenza degli spettatori costituisce uno stimolo esibizionistico in più.

Tornando dal pranzo mi sono messo accanto ad una coppia italiana. Lui basso e grassoccio, con una bandana in testa e un cock-ring metallico alla base del pene. Lei, minuta e con la faccia vispa, ben formata, ma di aspetto molto normale. Ho parlato per un po’ con loro, ma non erano interessati molto interessati alla conversazione con me – soprattutto lui - quanto piuttosto con una coppia inglese, lui anziano, molto tatuato con i capelli candidi, la donna piacente e molto abbronzata. Adusi alle consuetudini di Cap d'Agde, si spalmavano di creme, ma poi la sua lei, con molta disinvoltura, ha preso a succhiargli il cazzo.

I due italiani si sono accostati a loro e hanno cominciato a parlare; s’è attivata una progressiva interazione tra swinger in erba e apprendisti (la coppia italiana) e gli Inglesi (swinger navigati)[1].

La “lei” italiana, minuta peperina, prendeva poco l’iniziativa, lasciando che a farlo fosse il compagno che mostrava di conoscere l'inglese e si dava da fare come interprete e portavoce (un vero attivista!), cercando di mostrare di avere più dimestichezza con lo scambio di coppia di quanto in realtà non fosse... Insomma, appariva, ad un occhio appena un po’ esperto, come una specie di trombone sfiatato, che – vantando esperienze - cercava di aggregarsi al carro della trasgressione scambista.

“Giochiamo, giochiamo…”

“Ci piace giocare...”

Queste le sue espressioni preferite e ricorrenti.

Lei seguiva il marito con un certo compiacimento (rimanendo sostanzialmente passiva), ma sicuramente se fosse stata autonoma nelle sue scelte – ciò non si sarebbe verificato.

Questa è una delle caratteristiche di molti dei libertini di Cap d’Agde e forse del mondo dello scambismo.

Spesso le donne seguono i compagni in queste iniziative e lo fanno soprattutto per compiacerli.

Ad un certo punto, la “lei” della coppia inglese si è chinata verso l’Italiana ed è passata all’azione, prendendo a succhiarle i capezzoli ad accarezzarla dovunque per poi concentrarsi sulla vulva. In questi casi la preliminare attivazione tra le due lei di differenti coppie rappresenta il fattore facilitante per uno “scambio” completo e per l’entrata in gioco dei due partner maschili.

Mentre ciò accadeva, il maschietto italiano soddisfatto della piega che prendevano gli eventi, non cessava di parlare, invitando la compagna a dire le sue sensazioni, interrogandola senza posa.

La donna, dopo un po’, si è smollata e ha cominciato a gemere e, ovviamente, ha smesso di rispondere alle domande insistenti del compagno.

Anche se si comprendeva bene che non era “in situazione” al 100%.

Con una certa frequenza le veniva da ridere… Forse, le sembrava stano ciò che stava facendo. O si trattava di un ridere nervoso, poichè il suo essere lì scaturiva da una condiscendenza verso il partner, ma non da un suo intimo desiderio.

A questo punto, c’è stato un repentino cambio di scena: la donna inglese si è avvicinata all’uomo e ha cominciato a succhiargli il cazzo, mentre l’Italiana è stata invitata a fare altrettanto con l’uomo inglese.

Ma anche in questo “avvicendamento” si vedeva che l’Italiana non era “in situazione” e, più volte, si è dovuta interrompere presa da un accesso di risa, che lasciava l’Inglese un po’ interdetto, anche perché la risata arrivava sempre sul più bello quando le sue labbra si avvicinavano al cazzo eretto, lo lambivano, ma… la risata rompeva l’aspettativa.

E occorreva ricominciare daccapo.

Da un certo punto in avanti, la ridarella non l’ha più abbandonata.

Da qui in avanti, la situazione era più umoristica che erotica, a dire il vero. E mi ricordo di aver letto una volta che uno dei punti del decalogo dello scambio di coppia che, con piccole variazioni, si ritrova in tuttii privé del mondo, vi è una precisa indicazione che non si debba mai ridere qualsiasi cosa si faccia o altri stiano facendo. Le situazioni discambio e di trasgressione erotica, il più delle volte, si consumano in un silenzio quasi religioso, interrotto soltanto dai gemiti di paicere.

L'Inglese appariva molto determinato, molto serio, molto intriso della filosofia swinger e della dinamica sottesa, che è quella del mantenere un atteggiamento fondamentalmente ludico da "intrattenimento", seguendo il principio del “dilettarsi” a vicenda senza levare nulla al rapporto di coppia, anzi attraverso queste pratiche rafforzandolo. Ma ciò nonostante la risata lo rendeva interdetto: sorrideva a sua volta, ma si capiva che era poco a suo agio. Per lui, evidentemente, se si inizia in questa strada, bisogna procedere con determinazione e con una serietà che non puà lasciare entrare l’humour e l’ironia…

Mentre si sviluppava questa situazione, tutt’attorno ne accadevano di tutti i colori: due anzianissimi si toccavano a vicenda, una tizia con le tettone rifatte ha cominciato a succhiare il cazzo al suo compagno,

due hanno cominciato a scopare come ricci, con uno sviluppo di tipo "acrobatico” e, attorno a loro, tanti spettatori, una viene manipolata nei genitali sino a che non sprizza in un orgasmo da punto G..

Ma uno guardando le scene ha commentato con una certa supponenza: “Qui tante fanno scena. Lo prendono in bocca. Lo menano. Ma poi non sono veramente determinate a fare altro. Quelli e quelle che fanno veramente sul serio sono davvero pochi”.

Io stesso, dopo un po’ sentendomi annoiato da tanta ridondanza, mi sono allontanato alla ricerca di altri stimoli.

Commento. Questa prima testimonianza rispecchia la condizione mentale di uno che è già stato prima a Cap d'Agde e che, tuttavia, non si è ancora immerso del tutto nella sua particolare atmosfera. Il narratore si mantiene, cone si evidenzia in questo arguto resoconto nella posizione di "osservatore" esterno che non vuole lasciarsi coinvolgere, benché non manchino le occasioni. E stempera il suo stato d'animo attraverso l'ironia che aiuta ad attuare uno spostamento rispetto ad una possibile partecipazione erotica o anche ad una semplice accensione di stimoli erotici che, stando alle ricerche di neurofisiologia, sono pur sempre possibile se si è esposti ad un carico massiccio di situazioni di sesso agito in maniera aperta e senza inibizioni, tra l'altro come fossero "normali" attività da spiaggia, come ungersi il corpo di crema solare, leggere un libro, giocare a palla con gli amici o - come direbbe la pornoattrice Valentina Nappi - bere un caffè o sorbire un bicchiere di vino.

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Note

[1] Swinger, equivalente inglese della parola italiano “scambisti” ed è mutuato dal movimento intellettuale e culturale della Londra dei ruggenti anni Sessanta. Con ambedue i termini si indicano coloro che praticano lo scambismo e il sesso di gruppo. Con tale espressione si indica un'attività sessuale cui partecipano 3 o più persone contemporaneamente, attivando un’attività erotico-sessuale (più basata sulla performance che non sulle emozioni) basata du di una forma di “tradimento” consensuale. A volte per indicare un rapporto sessuale collettivo si menziona anche la parola “orgia” o la francese “partouze” (più colta e letteraria), anche se in quest'ultima non è detto che la sfera sessuale sia l'elemento predominante. Il sesso di gruppo è stato presente in tutte le epoche storiche e in molte culture, non necessariamente occidentali: ne fanno fede le molteplici rappresentazioni artistiche di tipo erotico (rinvenibili nella letteratura – nella poesia, nella prosa, nella commedia e nella drammaturgia - e nelle arti figurative - pittoriche, scultoree, nei mosaici, nei disegni): solo che – per molti aspetti (quelli più crudi ed espliciti) è stata nascosta e relegata al rango di "licenziosità", a causa di secoli e secoli di stratificazioni di educazione cattolica. Non vi è nulla di strano in tale tipo di attività sessuale, a condizione ovviamente che si svolga tra persone adulte, nel pieno possesso delle proprie facoltà e quindi pienamente consenzienti.

Il sesso di gruppo è semplicemente espressione di scelte personali e di gusti sui quali non si può eccepire in alcun modo.

Una delle sue caratteristiche fondamentali (per spiegarne l'attrattiva) è che i partecipanti hanno contemporaneamente la possibilità di agire sessualmente e, nello stesso tempo, di osservare ciò che accade e non solo mentre sono intenti in una qualche attività sessuale, nel dare e nel ricevere piacere, ma anche quando si mettono in "pausa"... Il "guardare" ha un effetto moltiplicatore del piacere derivante dalle azioni sessuali e, nello stesso tempo, produce ulteriore eccitazione e spinge i partecipanti ad intraprendere nuove azioni sessuali.

Il guardare altri che fanno sesso sia nella realtà, sia sullo schermo (al cinema o nel video domestico o davanti al monitor del proprio PC) produce, secondo molti neurofisiologi che si sono occupati della faccenda un immediato incremento dell'eccitazione, con l'attivarsi del turgore erettile del pene nell'uomo e con l'incremento delle secrezioni vaginali e dell'irrorazione sanguigna dei genitali, nella donna.

Tutto questo è stato valutato e misurato in appositi laboratori, come è illustrato da Mary Roach, in uno dei capitoli del suo volume, Godere (Einaudi, 2009).

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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